L’AQUILA – Il Consiglio comunale dell’Aquila si schiera contro la chiusura del reparto di Medicina ospedaliera dell’ospedale San Salvatore del capoluogo, decisione compresa nell’’atto aziendale’ di riorganizzazione contro la quale sono state raccolte 7 mila firme.
Al termine di una seduta caratterizzata da molti vuoti sui banchi, l’assemblea civica ha infatti approvato all’unanimità un ordine del giorno per dare mandato al sindaco, Massimo Cialente, di “effettuare ogni possibile tentativo, anche in qualità di presidente del Comitato ristretto dei sindaci e massima autorità sanitaria della città, affinché venga evitata la chiusura dell’unità operativa complessa”.
Alla seduta erano presenti alcuni degli insorti che stanno guidando la mobilitazione contro la chiusura, come il medico ospedaliero Laura Natali, erede dei patriarchi fondatori del reparto, i professori Giulio e Gianfranco, ma anche l’ex primario Vittorio Festuccia, peraltro anche ex consigliere comunale e capogruppo dei Democratici di sinistra.
Il documento approvato, inoltre, dà mandato al presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, affinché l’organismo consiliare vigili “su ulteriori, possibili scippi ai danni dei cittadini aquilani”, e invita infine il manager della Asl numero 1 Avezzano Sulmona L’Aquila, Giancarlo Silveri, padre della contrastata decisione, a rivedere l’atto aziendale.
L’ordine del giorno ricorda in premessa che al posto della storica Medicina ospedaliera, quasi 90 anni di storia, è stata istituita una unità semplice dipartimentale di Immunologia e malattie del Connettivo e fa riferimento alla raccolta di firme contro la soppressione del reparto, “che ha superato le settemila adesioni”, e il parere contrario espresso dal Comitato ristretto dei sindaci.
“Non si può chiudere questo reparto, gestito da medici impeccabili, che operano al di sopra degli standard di eccellenza, con la semplice giustificazione di numeri e caselle”, recita l’odg.
“Come affermato dal sindaco Cialente, – prosegue il testo – in qualità di presidente del Comitato ristretto dei sindaci, la Medicina ospedaliera è complementare a quella universitaria (il reparto ‘gemello’, ndr) che, da sola, non può sopperire alle esigenze e alla mole di lavoro di un ospedale hub di un capoluogo di Regione”.
Nel documento del Consiglio comunale l’assemblea civica ci va pesante con il direttore generale Silveri.
“Ritiene che la chiusura è necessaria perché in base alle direttive non possono esistere doppioni – lo si accusa – ma il nuovo atto aziendale contempla 4 Chirurgie, 2 Gastroenterologie, 2 Dermatologie, 2 Reumatologie , 2 Neurologie, 2 Anestesie”.
C’è anche una parte in cui si insinua che “l’istituzione di nuove unità operative semplici dipartimentali, i cui responsabili vengono nominati direttamente dal direttore generale, come si evince dai verbali delle riunioni del comitato ristretto dei sindaci, sono state dettate non per favorire gli interessi della comunità, ma in maniera piuttosto generica per tutelare altri tipi di interessi (…solo campanilistici? )”.
Il Consiglio comunale, inoltre, si interroga sul “perché è stata l’istituita di una Uosd di Predimissioni, unica in Italia; il paziente una volta studiato e curato nel reparto di appartenenza, viene dimesso e nuovamente ricoverato in questo reparto per poi venire nuovamente dimesso dopo qualche giorno. Così per lo stesso paziente si realizzano due ricoveri e due dimissioni… Il primo utile, il secondo solamente di facciata”.
Secondo l’ordine del giorno approvato all’unanimità, in conclusione, “non si può far pagare all’unità operativa complessa di Medicina ospedaliera la scelta politica che nel 2009 ha sancito l’unione della Asl dell’Aquila martoriata dal terremoto, ma con i conti a posto e la futura disponibilità del premio assicurativo di circa 50 milioni di euro, con la Asl di Avezzano disastrata economicamente”.
IL TESTO COMPLETO DELL’ODG (pdf, 281 Kb)
CIALENTE: ”E’ COME UNIRE ISRAELE E PALESTINA…”
“Quando il direttore mi disse che avrebbe accorpato la Medicina ospedaliera con quella universitaria gli risposi che c’era un precedente, quando l’allora Società delle nazioni decise di mettere Israele dentro il territorio palestinese, quindi è un errore”.
Con questa ardita metafora il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, esprime ai microfoni di AbruzzoWeb la propria contrarietà all’accorpamento dei reparti ‘gemelli’ di medicina nell’ospedale San Salvatore del capoluogo, decisione contenuta nell’atto aziendale della Asl numero 1.
Oggi il Consiglio comunale ha espresso contrarietà alla fusione e incaricato il primo cittadino di occuparsene, Cialente in tal senso è ottimista.
“Si può tornare a una unità semplice di medicina se il direttore sanitario decide di farlo. La differenza tra complesse e semplici è solo lo stipendio del primario”, sottolinea.
Cialente replica anche alle critiche della dottoressa Laura Natali, portavoce degli insorti, che in un’intervista ad AbruzzoWeb lo aveva definito “ricattabile perché è stato riassunto nella Asl e fa gli orari che dice lui, mentre la moglie è stata riconvenzionata”, in riferimento a Donatella Ussorio, nel servizio di Psichiatria.
“Sono voci un po’ modeste – la stilettata del sindaco – Quando si è trattato di sostituire Farina, l’unico che avrebbe dovuto fare il primario per titoli e per la specializzazione ero io. Non l’ho fatto perché facevo il sindaco e mi sarei dovuto mettere immediatamente in aspettativa. Alberto Orsini





