L’AQUILA – “Rivolgiamo un appello al nuovo governo affinché apra un tavolo di confronto con le amministrazioni locali, per rimodulare i cosiddetti fondi Giovanardi, bloccati vergognosamente da tre anni”.

L’assessore comunale alle Politiche sociali Stefania Pezzopane è tornata con una conferenza stampa sulla vicenda dei 9 milioni stanziati per il sociale dal dipartimento della famiglia della presidenza del Consiglio, attorno ai quali ruota un’inchiesta relativa a un presunto tentativo di truffa messo in atto dalla Fondazione Abruzzo Solidarietà e sviluppo.

Proprio ieri è arrivata l’assoluzione da parte dei giudici del tribunale dell’Aquila del vescovo ausiliare dell’Aquila, monsignor Giovanni D’Ercole, e la condanna a un anno, con l’accusa di falso, per il sindaco di San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila), Silvano Cappelli.

Non luogo a procedere, invece, nei confronti di Nicola Ferrigni mentre sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di tentata truffa e altri reati in concorso Fabrizio Traversi, ritenuto la “mente” del mancato raggiro, e il medico aquilano Gianfranco Cavaliere.

La Pezzopane è tornata a chiedere con forza lo sblocco di questi fondi, non escludendo la possibilità che si faccia un nuovo bando più adatto alle esigenze del territorio e più aggiornato rispetto alle sue necessità, a distanza di tre anni da quando i fondi sono stati inizialmente stanziati.
 
“Più attività sociali e interventi su strutture che ne hanno realmente bisogno”, ha detto ai cronisti, ricordando che il Comune ha inoltrato un ricorso straordinario al presidente della Repubblica per “verificare in che modo la commissione esaminatrice ha lavorato per stilare la graduatoria”.

Già tempo fa, infatti, la Pezzopane aveva parlato di presunte irregolarità nei sottocriteri inseriti successivamente alla pubblicazione del bando, che avrebbero premiato altri Comuni (vincitore è risultato quello di Cocullo, che ha fatto anche ricorso al Tar del Lazio) e penalizzato quello dell’Aquila.

Nel corso della conferenza stampa non sono mancati i commenti alla decisione presa ieri dalla magistratura: “non entro nel merito delle sentenze, riconosco che il lavoro della Procura è stato intenso. Dispiace solo che la Curia sia finita in questo tritacarne fidandosi di gentaccia”.

Sempre sulla vicenda del presunto tentativo di truffa relativa ai fondi Giovanardi, l’assessore ha annunciato di aver dato incarico a un legale di tutelare la sua persona.

“Dalla lettura delle intercettazioni – ha detto – si evince il disprezzo con cui gli interlocutori parlano di me, solo perché facevo muro”.

La Pezzopane ha poi spiegato che “così come successo per il processo alla commissione Grandi Rischi, il Comune ha atteso di apprendere la decisione dei giudici prima di costituirsi parte civile”.

“Al di là dell’aspetto penale – ha concluso – c’era un clima di veleno su questi fondi. Il Comune dell’Aquila era un ‘fortino da assediare’ perché non voleva entrare nella Fondazione”. Elisa Marulli