ROMA – “Ho avuto un comportamento compulsivo che mi ha indotto a spendere tutti i soldi che mi dava Federico Bianchi di Castelbianco oltre a quello che guadagnavo con il mio stipendio, tanto è vero che non ho più niente, come risulta anche dal fatto che il sequestro nei miei confronti è stato di circa soli 30.000 euro”.

A  dirlo durante le dichiarazione rilasciata a luglio ai carabinieri della stazione di via Veneto a Roma, è Giovanna Boda  ex direttrice dell’Ufficio scolastico regionale per l’Abruzzo, dove aveva già operato dopo il terremoto del 2009 per la ripresa dell’attività didattica nella zona del cratere sismico. Oggi inquisita per una presunta mazzetta da circa 3 milioni di euro in cambio di appalti per 23 milioni di euro, soldi ricevuti e promessi nel ruolo, successivo all’esperienza abruzzese, di  capo dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali del Ministero dell’Istruzione. Con la notifica dell’avviso di conclusione indagini da parte del pm Carlo Villani della Procura di Roma, che di solito anticipa la richiesta di rinvio a giudizio, rischiano il processo in 15 persone e quattro società.

Secondo la questura a pagare le bustarelle, tra il 2018 e il 2021, per ottenere lavori da parte del Miur era l’imprenditore e psicoterapeuta Federico Bianchi di Castelbianco.

Il 14 aprile del 2021, Boda  dopo aver ricevuto una perquisizione della Guardia di finanza, nell’ambito dell’indagine, si lanciò dalla finestra del secondo piano nel cortile di uno dei palazzi di Piazza della Libertà, e fu ricoverata in gravissime condizioni al Gemelli.

Boda, si legge nel verbale dei Carabinieri, ha spiegato di soffrire di depressione ed era sotto cura farmacologica, e così “in molti si sarebbero approfittati della sua instabilità, che la portava anche allo shopping compulsivo e a non rendersi conto fino in fondo di cosa stava facendo”.

“Sicuramente non ricordo nel dettaglio le singole dazioni o utilità anche perché in quel periodo mi ero sottoposta a una forte cura ormonale che mi ha portato ad avere comportamenti compulsivi, depressione e alterazione della realtà. Purtroppo non ho avuto la prontezza di sottrarmi alla grave situazione creata mettendomi in malattia come avrei dovuto fare”, si legge nelle carte.

Personalmente alla Boda l’imprenditore avrebbe messo a disposizione una Mercedes a noleggio con autista, dal valore 47 mila euro, e un appartamento alle spalle del parco di Villa Borghese,  con affitti pagati da Bianchi per 27mila euro, di cui hanno beneficiato i genitori della ex direttrice dell’Ufficio scolastico regionale per l’Abruzzo.

 

 

 

La ex dirigente avrebbe ricevuto 3 milioni di euro, di cui 1 milione 150 mila euro in stipendi ai collaboratori e assunzioni, in cambio di affidamenti a società dell’editore Federico Bianchi di Castelbianco per 23,5 milioni di euro. Il tutto in un’opera di accerchiamento cui parteciparono anche la segretaria Valentina Franco, l’autista Fabio Condoleo, e la moglie di quest’ultimo. Arrivando ad accusare Franco che Condoleo: “Erano assolutamente consapevoli delle dazioni che Bianchi di Castelbianco mi ha assicurato per anni, consapevoli a tal punto che concordavano direttamente con lui le modalità con le quali farmi pervenire i soldi”. E ancora: “Io ho più volte detto alla Franco e a Condoleo che ero disperata e che non sapevo come uscire da questa situazione ma loro piuttosto che farmi desistere ne alimentavano il protrarsi dicendomi di stare tranquilla e con ciò aderendo alle indicazioni di Bianchi di Castelbianco. Nel frattempo io continuavo a effettuare spese compulsive senza senso”.