L’AQUILA – “E’ stata una fatalità, una disgrazia, la madre dei gemellini non c’entra nulla, non coltiviamo senso di vendetta nei confronti di quella donna. Sarà disperata quanto noi. Si vede che il Signore aveva bisogno di un angelo, e ha scelto Tommaso”.
Sono le toccanti parole, in una intervista al quotidiano La Repubblica, di Patrizio D’Agostino, il padre di Tommaso D’Agostino, il piccolo di 4 anni vittima del drammatico incidente, avvenuto mercoledì intorno alle 14.30, negli spazi esterni della scuola dell’infanzia I Maggio, dell’istituto comprensivo Mazzini, in via Salaria Antica Est, all’Aquila, dove un’auto, una Volkswagen Passat, si è sfrenata e, dopo una corsa di circa 20 metri in discesa, ha sfondato il cancello del giardino della scuola investendo 6 bambini dai 3 ai 5 anni, schiacciati sia dal cancello che dall’auto che ha arrestato la corsa sopra di loro.
La città si è stretta intorno al suo dolore lancinante di Patrizio D’Agostino, dipendente della catena Acqua e Sapone, della moglie Alessia Angelone, educatrice dell’infanzia, di parenti e amici.
La donna proprietaria dell’auto, casalinga 38 anni, di origini bulgare, da anni a L’Aquila, è indagata con l’ipotesi di reato di omicidio stradale. L’auto era stata parcheggiata con suo figlio 12enne a bordo, dentro lo spazio dell’asilo, per andare a riprendere i suoi due gemellini di cinque anni.
Racconta ancora l’uomo a Repubblica: “io e mia moglie dovevamo sposarci in chiesa il 3 luglio il giorno di San Tommaso. Abbiamo deciso che lo faremo in Comune, ci sposeremo per rispetto a Tommy perché era una cosa che avevamo deciso proprio per lui e da credenti ci sembrava un dovere farlo per nostro figlio. Ovviamente la cerimonia in chiesa non la faremo, non è una festa”.
Poi il pensiero torna a quei drammatici momenti. “I pompieri erano riusciti a sollevare con il sistema ad aria la macchina il mio piccolo era con gli occhi chiusi, pallido c’erano tre dottori intorno a Tommaso, a praticare il massaggio cardiaco, poi la manovra di Valsalva, e poi ancora il cuore.
“Oggi posso dire che spero che mio cucciolo sei davvero morto sul colpo, all’istante, appena finito sotto la macchina, senza soffrire. Immaginarlo agonizzante e dolente anche solo per un minuto mi toglie il respiro”
“Ho parcheggiato la macchina in pianura, ho inserito la marcia, non mi ricordo di aver inserito il freno a mano, poi, trascorso qualche minuto, una volta arrivata davanti la scuola ho visto la macchina passarmi davanti, ho provato a fermarla con un gesto istintivo ma non ci sono riuscita. Ed ha colpito i bambini rompendo la recinzione. Le mie figlie hanno visto le drammatiche scene e sono sotto shock: siamo distrutti e addolorati, chiediamo e chiederemo ancora scusa alla famiglia del povero Tommaso e dei bambini feriti”, ha raccontato.
La donna ha parlato ieri per la prima volta con il suo avvocato Francesco Valentini, del foro dell’Aquila.
“Mio figlio durante la corsa ha cercato di uscire dalla macchina in corsa sbattendo la testa all’’abitacolo – ha spiegato ancora – Io e tutta la mia famiglia non riusciamo a darci pace, questa tragedia ci segnerà per tutta la vita. Siamo sconvolti, addolorati”.
La donna sarà sentita nei prossimi giorni dal pm Stefano Gallo.
Oggi intanto in Procura è previsto l’affidamento dell’incarico sulla perizia tecnica sull’auto all’esperto Cristiano Ruggeri, e sempre in mattinata è in programma una riunione alla presenza dell’anatomopatologo Giuseppe Calvisi per verificare l’eventualità chiesta da investigatori ed inquirenti di evitare la autopsia sul corpo di Tommaso effettuando una ricognizione cadaverica.
“Tutta la famiglia, non solo la signora, è a dir poco addolorata, sconvolta. Marito e moglie non riescono a darsi pace. I tre bambini sono sotto shock. È una tragedia nella tragedia. È una colpa ma anche circostanze sfortunate e fortuite per una donna che ogni giorno faceva questi movimenti”, ha detto l’avvocato Francesco Valentini, del foro dell’Aquila, difensore della 38enne.
“È una famiglia visibilmente provata, la signora non sa come comportarsi, non sa quale sia la corsa giusta da fare: chiede scusa e lo farà formalmente quando ci sarà la possibilità e qualora le altre famiglie lo volessero”, spiega ancora l’avvocato che in relazione alla inchiesta della Procura della repubblica dell’Aquila sottolinea che: “Ci difenderemo dalla accusa di omicidio stradale”.
“Aspettiamo le risultanze tecniche dei vari esami prima di fare una analisi – continua il legale – Bisogna riflettere sul fatto che la macchina si sia spostata dopo alcuni minuti e che abbia finito la sua corsa rompendo la recinzione che non era ancorata al muretto ma a terra”.
La donna sarà sentita nei prossimi giorni. Il figlio 12enne è stato sentito nella notte alla presenza di una psicologa “ma in evidente stato di shock ricorda poco o niente”, spiega ancora Valentini.
La famiglia D’Agostino ha nominato quali legali di fiducia, gli avvocati Tommaso Colella e Katiuscia Romano, entrambi del Foro dell’Aquila.
L’inchiesta condotta dalla Squadra Mobile, coordinata da Danilo Di Laura, procede su due distinti filoni.
Il primo deve accertare se l’auto è stata parcheggiata con il freno a mano inserito. La Passat è dotata di un freno a mano a pulsante. La perizia tecnica è stata affidata al geometra Cristiano Ruggeri.
Il secondo filone d’inchiesta riguarda gli standard di sicurezza della scuola. In particolare gli inquirenti dovranno accertare se la stradina in discesa, lungo la quale si è sfrenata, l’auto fosse destinata a parcheggio e se il cortile fosse delimitato in maniera sicura, visto che la Passat piombata sui bambini ha abbattuto la recinzione di ferro con troppa facilità.
L’edificio scolastico è di proprietà del Comune dell’Aquila e la gestione è mista, con due piani di sicurezza distinti.: al piano terra c’è il nido di cui è responsabile l’amministrazione comunale, mentre nel seminterrato c’è la materna la cui competenza è dell’istituto comprensivo “Mazzini”.







