PESCARA – “Non ci aspettavamo il miracolo da questo incontro, a livello di risorse economiche sappiamo benissimo che dovremmo avere più dal governo centrale che dalla Regione. Un governo purtroppo sordo alle nostre richieste. La regione ha promesso che appena entreranno risorse queste saranno utilizzate immediatamente per ristorare le attività produttive. Una cosa sola è certa: in Abruzzo 6 imprese su 10 abruzzesi hanno dichiarato un peggioramento dell’andamento economico e 10.000 attività di ristorazione sono in ginocchio. Se non si interviene in modo efficace molte di esse rischiano di gettare la spugna. Urge un vaccino economico”.
L’ennesimo allarme è lanciato nell’intervista ad Abruzzoweb il presidente di Confcommercio Chieti, Marisa Tiberio, dopo l’incontro di ieri mattina al tavolo di lavoro, avvenuto nella sede di Pescara della Regione Abruzzo, in piazza Unione, tra i rappresentanti del settore della ristorazione, turismo e commercio ed i vertici della Regione Abruzzo per affrontare la crisi del comparto, alla presenza del presidente Marco Marsilio, del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, del sottosegretario Umberto D’Annuntiis e degli assessori Daniele D’Amario (attività produttive) e Pietro Quaresimale (Lavoro).
L’occasione per i rappresentanti delle associazioni di categoria per squadernare i numeri che cristallizzano le drammatiche conseguenze inferte ai settori più colpiti dalle misure restrittive anti-contagio: circa 10mila le imprese nella ristorazione messe in ginocchio, per le quali e non solo, le associazioni di categoria hanno chiesto interventi mirati, non aspettandosi un miracolo vista anche la situazione di crisi economica che investe da anni non solo l’Abruzzo ma l’intera nazione, dove si ipotizza la perdita di circa 390mila attività produttive delle diverse categorie, mentre a livello regionale si dovrà attendere i primi di marzo per avere un numero esatto, quando la Camera di commercio produrrà i dati.
Certo è che “saranno sicuramente numeri molti negativi”, assicura suo malgrado la presidente di Confcommercio Chieti, visto che “la timida ripresa dovuta ai mesi estivi è già un ricordo lontano a seguito della riduzione dei consumi”.
Marco Marsilio ieri ha intanto promesso di poter arginare la crisi con le nuove risorse al settore della ristorazione e commercio a valere sulla prossima programmazione europea 2021-2027 : “avremo più risorse rispetto alla precedente programmazione europea, a breve il Governo chiuderà l’accordo di partenariato generale, noi siamo già pronti per avviare la nuova programmazione con interventi concreti a favore della nostra regione”, ha detto il presidente.
Alla luce del quadro drammatico, Tiberio spiega innanzitutto che “abbiamo chiesto che questo tavolo diventi permanente per tutte le categorie, perché abbiamo la necessità di rendere partecipe anche la parte politica, per quelle che sono le esigenze che man mano si vanno palesando all’interno delle nostre attività. Abbiamo problemi di risorse e soprattutto di liquidità, fino ad ora siamo riusciti a sopportare i costi fissi, ma essendo all’inizio dell’anno necessitiamo di risorse per la ripartenza, cioè per poter fare gli ordini: nel caso del commercio per la primavera-estate, o nel caso degli alberghi o degli stabilimenti balneari che nei due o tre mesi prima di riaprire per gli investimenti, solo per citare alcune delle categorie”.
“La ristorazione lamenta anche le chiusure serali di questi mesi – aggiunge Tiberio -: è venuta meno la convivialità fondamentale per la ripresa delle attività produttive e di conseguenza, come è stato evidenziato durante l’incontro di ieri mattina, si è bloccata tutta una filiera agroalimentare. Ogni attività paga lo scotto della chiusura dell’altra. Se non si può uscire viene meno la possibilità e la necessità di comprare, quindi non si spende e questo comporta una spirale negativa”.
“I primi tre mesi dell’anno saranno i più brutti, per questo occorre essere uniti -, spiega poi la presidente di Confcommercio – . Il rischio è che anche in Abruzzo molti abbasseranno le saracinesche per sempre. Del resto a livello nazionale ipotizziamo una perdita di 390mila attività produttive, e questo è un dato inconfutabile. Per quanto riguarda le chiusure, ogni anno facciamo un saldo attivo e negativo, i dati però saranno forniti dalla Camera di commercio entro i primi di marzo, quindi al momento possiamo solo ipotizzare che sarà un dato molto negativo. Inoltre non dimentichiamo che il 31 marzo scadranno le casse integrazioni e se non verranno prorogate, il primo aprile si avrà un pesce d’aprile molto amaro, perché avverranno i licenziamenti e sarà il momento più critico per la nostra regione. Quindi perdita del lavoro e di conseguenza calo dei consumi”.
E conclude: “se qualcuno è riuscito con proprie risorse a reggere, adesso senza aiuti si rischia di fare il botto: c’è difficoltà di accesso al credito alle banche, i rapporti con i fornitori sono sempre più tesi nonostante ci siano venuti incontro nell’ultimo anno ma capiamo bene che anche loro devono mantenere le loro aziende, inoltre c’è il problema degli affitti poiché i proprietari dei locali delle nostre attività stanno stringendo anche loro la morsa. E’ questo un momento critico per il Paese intero, anche come coesione sociale. Per questo dico che oltre ad un vaccino sanitario, occorre un vaccino economico”.






