ROMA – A distanza di vent’anni il toscano Cosimo Maria Ferri, ex deputato renziano e sottosegretario alla Giustizia in tre governi, a lungo leader della corrente “di destra” di Magistratura indipendente, torna a far parte del Csm, il Consiglio superiore della magistratura di palazzo Bachelet.
Le correnti di sinistra con Md e Area ottengono 11 seggi. Crolla Magistratura indipendente, che passa da 7 a 4, mentre tiene Unicost.
L’ex sottosegretario ha totalizzato 258 voti nel collegio 2 dei giudici di merito composto da Liguria, Toscana, Umbria e Lazio, a cui si aggiungono quelli dei candidati a lui collegati. La sua nomina è avvenuta all’interno della lista ‘Esperienze in rete’, nata dall’incontro tra magistrati con percorsi, esperienze e territori diversi.
Ferri era entrato per la prima volta nel Csm dal 2006 al 2010, presiedendo la IV commissione, competente in materia di organizzazione degli uffici giudiziari. Ha ricoperto anche il ruolo di sottosegretario di Stato alla giustizia nel Governo Letta, nel governo Renzi, e nel governo Gentiloni. Come sottosegretario di Stato alla Giustizia ha maturato un’esperienza parlamentare sui temi della giustizia, trattando questioni relative all’ordinamento giudiziario, organizzazione degli uffici, organici e condizioni di lavoro dei magistrati.
Il suo nome era salito alla ribalta nel caso delle nomine giudiziarie pilotate, con protagonista l’oramai ex magistratura Luca Palamara. A differenza di Palamara Ferri ne è uscito però indenne.





