L’AQUILA – Duecentocinquanta giorni di ‘consegna’ in circa un anno, per un totale di 101 procedimenti disciplinari: punito per aver riso a mensa, per essere andato in bagno, per aver indossato un pigiama o per aver bevuto un po’ d’acqua.
È quanto denuncia Neil Soorya Prakash Beedaysee, 28 anni, ex allievo della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di finanza di Coppito, all’Aquila.
La sua vicenda è stata riportata dall’Ansa e raccontata da Fanpage, che riferisce di essere in possesso dei rapporti disciplinari.
Tra le contestazioni, secondo il racconto dell’ex allievo, episodi come aver indossato un pigiama ritenuto non conforme, bevuto acqua senza autorizzazione, parlato e scherzato a mensa o atteso in fila con le braccia conserte.
Sanzioni anche per essersi recato in bagno senza il permesso di un superiore e per essersi grattato a causa delle punture di cimici presenti nelle camerate.
In ambito militare, la consegna non è un semplice rimprovero, ma una vera misura sanzionatoria afflittiva che incide pesantemente sulla libertà personale dell’individuo, traducendosi in una reclusione all’interno della caserma senza alcuna possibilità di uscita. Neil è arrivato ad accumulare la cifra esorbitante di 250 giorni di consegna in circa un anno, il 2025. Un periodo infinito in cui la sua vita si è letteralmente fermata.
“Per 250 giorni sono dovuto rimanere chiuso all’interno della caserma”, racconta Beedaysee, denunciando anche limitazioni nell’uso del cellulare e nell’accesso alle cure mediche. L’ex allievo descrive un ambiente caratterizzato da controlli continui e punizioni che giudica pretestuose. Riferisce inoltre di aver contestato alcuni provvedimenti davanti all’autorità giudiziaria.
Nel racconto trova spazio anche l’infestazione di cimici nelle camerate, che sarebbe durata per mesi prima di una disinfestazione.
Il percorso di Beedaysee si è concluso con il congedo dalla scuola, nonostante, riferisce, avesse superato tutti gli esami alla prima sessione e non fosse mai stato bocciato.
Nei mesi scorsi ha denunciato il cosiddetto ‘sistema Coppito’ all’autorità giudiziaria.






