L’AQUILA – “Restituiremo i 2.500 euro oggetto della rapina, anche a rate, se possibile, e chiediamo scusa a tutti per quello che abbiamo fatto”.
Questa la sintesi degli interrogatori dei due giovani tunisini, comparsi questa mattina davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila, dopo essere finiti in carcere.
Il colpo era stato commesso tre giorni fa nel centro-scommesse Goldbet, all’interno della galleria Longara, nella frazione aquilana di Sassa. Un locale che gli indagati erano soliti frequentare.
Gli interrogatori si sono svolti a Palazzo di Giustizia alla presenza degli avvocati Luca Grottini e Nadia Mariotti.
Gli accusati sono Mohamed Ayadi, colui che aveva materialmente minacciato il dipendente con il coltello, arrestato subito dai carabinieri della Stazione operativa della Compagnia dell’Aquila coordinati con quelli della Stazione di Sassa. Alla base della richiesta di soldi un presunto debito impossibile da onorare, nel Paese di provenienza, con l’asserito timore di minacce o anche di peggio in caso di mancata restituzione della somma.
L’altro indagato è Ayoub Kortli, il 19enne rimasto a fare da palo sulla porta del centro-scommesse e preso il giorno dopo dai militari dopo una breve fuga.
Gli avvocati hanno chiesto una attenuazione della misura cautelare, come i domiciliari o la remissione in libertà, e in proposito si attende la decisione del giudice Giovanni Spagnoli.





