L’AQUILA – “Il caro carburante e l’impennata dei costi energetici, aggravati dalla guerra in Medio Oriente, stanno mettendo a dura prova la tenuta delle imprese del territorio”.

A lanciare l’allarme è la categoria edilizia della Confartigianato Imprese dell’Aquila, che ricorda: “Negli ultimi mesi l’escalation del conflitto nell’area del Golfo ha prodotto effetti immediati sui mercati internazionali dell’energia. Il prezzo del petrolio ha superato soglie critiche e quello del gas ha registrato aumenti significativi, mentre i carburanti alla pompa hanno subito rincari sensibili. Secondo recenti analisi, il gasolio ha ampiamente superato i 2 euro al litro, con incrementi fino al 19% rispetto al periodo precedente allo scoppio delle tensioni”.

“Parallelamente, l’impatto sull’economia italiana è già tangibile: il caro carburanti costa circa 150 milioni di euro a settimana, con ricadute su trasporti, turismo e consumi – viene sottolineato in una nota – Il settore delle costruzioni è tra i più colpiti. L’aumento dei costi energetici si riflette direttamente sui materiali da costruzione – come cemento, acciaio, vetro e ceramiche – tutti fortemente energivori. Le tensioni geopolitiche stanno inoltre compromettendo le catene di approvvigionamento, con il rischio di carenze di materie prime e ulteriori rincari”.

“In questo contesto – viene osservato -, le imprese edilizie si trovano a operare con margini sempre più ridotti, mentre cresce la difficoltà nel programmare investimenti e cantieri. Alla base di questa situazione vi è il ruolo strategico del Medio Oriente nella produzione e nel transito di energia. Il blocco o il rallentamento dei traffici nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso, insieme ai danni alle infrastrutture energetiche nell’area, stanno limitando l’offerta e alimentando la volatilità dei prezzi. L’Italia, fortemente dipendente dalle importazioni di gas e petrolio, risulta particolarmente esposta a queste dinamiche”.

“Le nostre imprese stanno affrontando una situazione estremamente critica – dichiara il presidente della categoria edilizia di Confartigianato L’Aquila, Diego Alessandri – Il rincaro di carburanti ed energia incide su tutta la filiera: dai trasporti dei materiali fino alla realizzazione delle opere. In molti casi i costi sono diventati insostenibili e rischiano di bloccare i cantieri”.

Alessandri sottolinea inoltre come l’instabilità dei prezzi renda difficile anche la pianificazione: “Le imprese lavorano senza certezze, con preventivi che diventano obsoleti nel giro di poche settimane”.

A rafforzare l’allarme è anche il presidente di Confartigianato L’Aquila, Angelo Taffo: “Serve un intervento immediato per sostenere le piccole e medie imprese. Il rischio concreto è quello di una frenata dell’intero comparto edilizio, con effetti a catena sull’occupazione e sull’economia locale”.

Taffo evidenzia la necessità di misure straordinarie: “Occorre agire sul contenimento dei costi energetici, contrastare eventuali speculazioni e garantire liquidità alle imprese. Senza interventi rapidi, molte realtà potrebbero trovarsi costrette a ridurre o sospendere le attività”.

“Le prospettive restano legate all’evoluzione del conflitto. Anche in caso di un’ipotetica tregua futura, gli effetti sui prezzi potrebbero protrarsi per mesi, rallentando la ripresa economica e incidendo su investimenti e consumi. Nel frattempo, dal territorio aquilano arriva un segnale chiaro: il sistema produttivo chiede risposte concrete per affrontare una crisi che, da geopolitica, si è ormai trasformata in emergenza economica quotidiana”, conclude la nota.