L’AQUILA – Un caso che continua a fare rumore e ad alimentare le crepe nel centrodestra, ma anche a spaccare partiti nell’area di centrosinistra, quello dell’emendamento alla legge regionale che consente di affidare l’incarico di Comandante a un dirigente esterno alla Polizia locale.
Sul “caso L’Aquila” comincia un nuovo capitolo che al centro ha lo scontro tutto interno ad Azione dopo il comunicato, che non è passato inosservato, firmato ieri dal deputato abruzzese Giulio Sottanelli e dal capogruppo in Consiglio regionale Enio Pavone, con il quale i due sono intervenuti a difesa della riforma e del sindaco Pierluigi Biondi, responsabile nazionale Enti locali di FdI e presidente dell’Anci Abruzzo, lasciato invece solo dai suoi.
Dopo giorni di silenzio della maggioranza di centrodestra guidata dal presidente Marco Marsilio, e in particolare di FdI, Lega e Noi Moderati, che non hanno difeso il primo cittadino nonostante il documento porti la firma dei consiglieri Massimo Verrecchia, Carla Mannetti e Marianna Scoccia, l’unico assist è quindi arrivato da due esponenti dell’opposizione.
Un’uscita che avrebbe lasciato di stucco gli esponenti locali di Azione, in primis Enrico Verini, capogruppo al Comune dell’Aquila, Mauro Fattore, segretario provinciale, e Angelo Mancini, coordinatore comunale, che a questo punto chiedono direttamente l’intervento del leader nazionale Carlo Calenda.
I tre infatti scrivono oggi in una nota: “Purtroppo siamo costretti a intervenire sulla brutta questione dell’emendamento approvato in Regione, nottetempo, che va a modificare, ad uso e consumo di chi un comandante della polizia locale non lo vuole, la normativa che invece esige un comandante del corpo in divisa. Insieme a Gianni Padovani, siamo intervenuti più di tutti per pretendere legalità e rispetto delle regole e oggi ci spiace leggere un intervento, che francamente non capiamo, a firma Sottanelli e Pavone che invece scrivono esattamente il contrario di quanto noi per mesi e mesi abbiamo sostenuto. Mettiamola così: Azione è un partito plurale e può avere diverse opinioni, ma la nostra non cambia di un millimetro e, insieme a Padovani, continueremo nella battaglia per eliminare l’emendamento approvato in regione che, tra l’altro, configura una vera e propria elusione del giudicato da parte dell’Amministrazione aquilana (di 6 sentenze consecutive a dire il vero)”.
“Crediamo che questa uscita di Sottanelli e Pavone sia solo il frutto maldestro della mancanza di coordinamento dovuta al periodo estivo che non ha permesso di confrontarci. Parleremo comunque personalmente a Carlo Calenda della questione, spiegandogliela, e chiedendo anche a lui un suo conforto che, ne siamo certi, ci sarà”.
“Detto questo, capiamo che la politica ci giocherà sopra e ci dispiace per i simpatizzanti del partito, ma la sostanza non cambia e, qui all’Aquila, Azione mantiene ferma la posizione come farà sempre, mettendo al primo posto gli interessi della città, e solo dopo quelli di partito”, concludono. (a.c.)




