CITTA’ DEL VATICANO – Conclave al via oggi per eleggere il 267° Pontefice.

Dopo la Messa Pro Eligendo Romano Pontefice, nel pomeriggio i 133 cardinali si riuniranno nella Cappella Sistina per l’elezione del nuovo Papa dopo la morte di Francesco.

Nella giornata di oggi è prevista una sola fumata, da domani due al giorno: una a fine mattino, l’altra a fine pomeriggio salvo che alla prima votazione ci sia già il nome del nuovo Pontefice.

Ogni scrutinio dei cardinali si compone di due votazioni, la prima entro le 12 e la seconda entro le 19. Se nera, la fumata potrà avvenire soltanto al termine dei due scrutini, dunque o alle 12 o alle 19. Se bianca, la fumata potrà invece avvenire in qualunque fase, cioè anche al termine dei primi due mini-voti.

Tra i cardinali anche l’abruzzese Giuseppe Petrocchi, 76 anni, originario di Ascoli Piceno, nominato cardinale proprio mentre era arcivescovo metropolita dell’Aquila, come elettore ed eleggibile. Poi altri tre abruzzesi ultraottantenni che, vista l’età, sono liberi di scegliere se partecipare o meno: sono il cardinale Enrico Feroci, 84 anni, originario di Pizzoli; Edoardo Menichelli, 85 anni, marchigiano, già arcivescovo della diocesi Chieti-Vasto; Francesco Coccopalmerio, 87 anni, madre di Scontrone (L’Aquila) e padre milanese, entrato nel conclave che ha eletto Bergoglio come papabile, presidente emerito del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi.

E tra i possibili successori di Papa Francesco il  cardinale Matteo Maria Zuppi, legato all’Aquila, in quanto  la madre è nipote del cardinale aquilano Carlo Confalonieri, scomparso nel 1986,  e i suoi genitori  si sposarono nella cappella privata del Palazzo Vescovile della città abruzzese, con Confalonieri officiante. Zuppi dall’ottobre 2015 è arcivescovo metropolita di Bologna e dal 24 maggio 2022 presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

Su invito dell’Arcivescovo dell’Aquila Petrocchi, il 28 agosto 2020, Zuppi ha aperto la Porta Santa nella Basilica di Collemaggio, per la Perdonanza Celestiniana e recitò una bellissima omelia, che riproduciamo qui di seguito.

A maggio 2023 Papa Francesco lo ha incaricato di guidare la missione diplomatica della Santa Sede finalizzata ad allentare le tensioni nel conflitto in Ucraina, il cui scopo principale era promuovere gesti di umanità e costruire le premesse perché potesse essere raggiunta una pace giusta.

La missione si è tradotta in cinque viaggi diplomatici a Kiev (5-6 giugno), Mosca (28-29 giugno)[25], Washington (18 luglio), Pechino (13-15 settembre)  ed infine a Mosca (14-16 ottobre 2024).

Nel luglio 2024 ha dichiarato che la fede in Dio non sempre è necessaria, esistendo notevoli esempi di altruismo anche tra quanti ne sono privi. Essa è strumentale all’amore per il prossimo. Le sue parole sono state all’origine di una lettera di risposta del vescovo scomunicato Carlo Maria Viganò che ne ha criticato il progressismo, l’apertura all’accoglienza degli immigrati irregolari, l’inclusività e le posizioni non tradizionaliste nei confronti dei musulmani e della comunità LGBT.