L’AQUILA – Senza la presenza delle opposizioni, “rifugiata” nella sala ipogea dell’Emiciclo, visto che la sala spagnoli è stata occupata per tutto il giorno dai manifestanti, ovvero dai sindacati, sindaci e consiglieri regionali del Patto per l’Abruzzo, la maggioranza di centrodestra di Marco Marsilio, di Fdi, ha approvato all’unanimità l’aumento dell’addizionale Irpef, per far fronte al debito della sanità.
Ad essere approvati quattro emendamenti rispetto al testo base licenziato dalla Giunta, e che aveva riscontrato le forti resistenze di Lega, Forza Italia e Noi Moderati, con Fdi invece allineato con il suo presidente.
L’ingresso della sala ipogea, di solito usata per i convegni, è stata presidiata da agenti di Polizia e Carabinieri, e l’accesso è stato riservato solo agli accreditati. E a non partecipare ai lavori, come detto, sono stati tutti i consiglieri di opposizione.
L’accordo è stato trovato innanzitutto con un emendamento che cala dal 3,23% al 2,87% l’aliquota per la fascia intermedia, tra 28.000 euro e fino a 50.000 euro.
Resta invariata la prima fascia, che cala come voluto da Marsilio, dal 1,73% all’1,63%, dunque con una riduzione fiscale. Come invariata resta la terza fascia, oltre i 50.000 euro, al massimo consentito, il 3,33%.
Una modifica che comporterà un minore gettito, 40 milioni di euro rispetto ai 44,7 milioni preventivati nella precedente ipotesi, ma comunque sufficienti per far quadrare i conti e presentarsi con le carte in regola al tavolo di monitoraggio della sanità l’11 aprile a Roma.
Un altro emendamento prevede invece che nella legge regionale della giunta, per quel che riguarda la destinazione d’uso delle maggiori entrate dall’aumento dell’Irpef, la parola “prioritariamente” è sostituita dalla parola “esclusivamente” al capitolo sanità.
Ci sono poi due emendamenti aggiuntivi, a firma di Marco Marsilio, con i quali viene istituita la Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e socio sanitaria, coordinata dall’assessore regionale con delega alla salute, composta dagli assessori al Bilancio, alle Politiche sociali, dal presidente della Conferenza dei sindaci di ciascuna azienda sanitaria locale e dai rappresentanti delle associazioni regionali delle Autonomie locali.
Ci sono 60 giorni di tempo per deliberare la costituzione e il funzionamento della conferenza.
Ancora a firma di Marsilio è l’emendamento che prevede come “linee di intervento prioritarie” nei piani triennali delle quattro Asl, “la razionalizzazione della spesa del personale amministrativo dell’azienda sanitaria locale inclusa quella destinata al rinnovo dei contratti di somministrazione” , “la razionalizzazione della spesa per le consulenze esterne”, “l’efficientamento dell’utilizzo dei farmaci in osservanza delle prescrizioni del servizio farmaceutico regionale attraverso la programmazione centralizzata degli acquisti e delle misure di appropriatezza”, la “razionalizzazione dei processi di acquisto di beni e servizi con ricorso a strumenti di aggregazione della domanda e alla standardizzazione delle forniture”.
Tutte misure che dovranno essere messe in atto dai direttori generali delle Asl e la mancata attuazione costituisce “elemento di valutazione delle performance”.
Marsilio nel suo lungo intervento conclusivo, ha difeso non solo la misura, ma anche la qualità e gestione della sanità regionale, attaccando duramente le opposizioni per l’occupazione della sala Spagnoli.
“Esprimo solidarietà ai dipendenti del Consiglio regionale che oggi hanno subìto attacchi verbali, fisici e morali, da parte di una teppa rossa, di un bivacco di manipoli. A parti inverse noi saremmo già in galera. Ma qualcuno dovrà pagare, davanti a tribunali, ci sono le telecamere per individuare persone che hanno commesso violenze nei confronti dei dipendenti”, ha subito detto.
Eppure, “nessuno si è mai sottratto al confronto, in commissione è stato ascoltato il mondo intero. Loro però sventolando la costituzione, occupano un aula consiliare, che è un atto gravissimo. Ma noi riduciamo le tasse a tre quarti degli abruzzesi, ed è grottesco vedere i sindacati, pagati dai lavoratori, occupare l’aula per difendere quelle categorie che in una altra epoca erano i padroni, il segno del livello a quale sono arrivati i sindacati”.
Marsilio ha espresso soddisfazione anche per il fatto che “senza litigare, abbiamo trovato una intesa”.
Ha poi ricordato che tante altre regioni, come Veneto, hanno dovuto aumentare le tasse per un problema nazionale di tenuta della finanza pubblica.
Ha dunque ribadito che “nessuno può pensare che 1,3 milioni di abitanti possano essere curati in 305 comuni quasi tutti montani, con gli stessi costi di Bologna, Modena e Ferrara a breve distanza, in pianura e comodi comodi. Non possiamo pensare che 1,3 milioni che vivono a Milano, possono essere curati con le stesse risorse che servono per chi vive, come in Abruzzo in 10 mila chilometri quadrati. Questa sarà una mia battaglia a livello nazionale, occorre cambiare il metodo di ripartizione per quota capitaria, regioni come l’Abruzzo hanno uno svantaggio”.
Per Marsilio, i 120mila abruzzesi che non possono curarsi sono una “leggenda rossa”, “è stato sempre così, anche per ignoranza, condizione sociale, e in cinque anni questa quota è salita dell’1,5% non c’è stata nessuna impennata, anche dopo il covid e dopo tutto quello che è accaduto. E’ un dato nella media nazionale, 4,5 milioni in tutte le regioni, anche nei paradisi sovietici”, con riferimento all’Emilia Romagna, più volte evocata dall’opposizione come un modello positivo.
“Vogliono far credere che quando c’erano Luciano D’Alfonso e Silvio Paolucci si andava al cup e si prenotava la cura per il giorno dopo”. La verità è che “è cresciuta la domanda di salute e di prestazioni in tutta Italia, non solo in Abruzzo”, per l’invecchiamento della popolazione.
Il profondo rosso dei conti della sanità? Anche questa una leggenda rossa. “Ci siederemo al tavolo dopo una manovra fiscale per coprire un ammanco di 40 milioni su 2.880 milioni, meno del 2%. Ebbene, quando affido ad un manager una gestione complessa con 100 di budget e lui chiude a 101, con una inflazione in crescita, prezzi del farmaco che sono oramai un problema nazionale, non credo sia questo asino da bocciare, non lo è la giunta, non lo è la maggioranza”.
Infine Marsilio ha ribattuto con durezza a chi accusa la Regione di sprechi per i fondi per l’expo di Osaka, per la Notte dei serpenti, “per i salterelli e il ritiro del Napoli”, da parte di quelli che “protestano di giorno e si attovagliano di notte. Rifiuto di considerarli sprechi e mancette, chi dice questo vuole tornare all’Abruzzo povero e marginale. Queste azioni hanno prodotto un milione in più di turisti, 10omila in più solo il ritiro del Napoli, così la Notte dei serpenti, pagando gli spot avremmo pagato molto di più, e non parliamo degli eventi sportivi, con l’Abruzzo diventato un modello”.
Per i consiglieri regionali della Lega, Vincenzo D’Incecco e Carla Mannetti, “in Consiglio regionale ha prevalso il buonsenso. E’ stato approvato un intervento frutto di un lavoro di mediazione tra tutte le forze politiche, che ha portato alla tutela delle fasce medie così come da noi richiesto. Come Lega Abruzzo, sin dai primi istanti, abbiamo sollecitato una riflessione complessiva sulla rimodulazione dell’addizionale regionale, con l’obiettivo di alleggerire la pressione fiscale soprattutto per i redditi medi e medio-bassi, e su questo abbiamo ottenuto un ottimo risultato”.
“E’ stata accolta la nostra proposta di abbassare l’aliquota per i redditi fino ai 28 mila euro, portata oggi all’1,67% rispetto all’1,73%. Ed ancora è stata approvata la riduzione, su cui in questi giorni abbiamo tanto insistito nei vari tavoli, per il secondo scaglione, quello riguardante i redditi oltre i 28 mila euro e fino ai 50 mila euro, portato al 2,87% rispetto al 3,23% iniziale. Accolto, inoltre, il nostro emendamento che prevede che le maggiori entrate derivanti dalla nuova articolazione di aliquote dell’addizionale regionale all’Irpef siano destinate a sostenere il sistema sanitario regionale ed ‘esclusivamente’ alla copertura dell’eventuale quota di disavanzi pregressi delle aziende sanitarie locali posta a carico dell’Ente. Ora l’impegno di tutti – sottolineano – deve essere quello di migliorare sempre di più la qualità dei servizi. Già nei prossimi giorni dobbiamo riunirci attorno a un tavolo e lavorare per abbattere le liste d’attesa e garantire i servizi essenziali di assistenza. Lo dobbiamo agli abruzzesi”.
Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Emiliano Di Matteo, commenta a sua volta: “non possiamo che stigmatizzare l’indebita occupazione dell’Aula che ospita il più alto consesso democratico dei cittadini abruzzesi. I metodi e lo stile hanno ricordato l’assalto al Campidoglio degli Stati Uniti d’America del 2021. Resta il fatto che la democrazia è stata comunque salvaguardata e abbiamo mantenuto un impegno che abbiamo preso con gli abruzzesi. Riduciamo l’aliquota della fascia media che salvaguarda i cittadini con reddito sotto i 50mila euro, che passa dal 3,23 al 2,87 percento. Il nostro obiettivo adesso è un alta soglia di attenzione sulla seconda parte del nostre richieste, ovvero le riforme strutturali che devono essere avviate, tra cui l’anagrafe degli acquisti, l’accentramento di tutte le procedure di gara delle Asl, il controllo sulla spesa farmaceutica e altre riforme che discuteremo con il presidente Marsilio”.
Per Noi Moderati ha detto la vicepresidente del Consiglio regionale, Marianna Scoccia: “Oggi abbiamo affrontato uno dei momenti più complessi e impegnativi della nostra attività politica. Come “Noi Moderati”, con il senso di responsabilità che ci contraddistingue, abbiamo sostenuto questa manovra necessaria per il futuro della sanità abruzzese. La riforma fiscale proposta dalla Giunta è un provvedimento che garantisce la sostenibilità del nostro sistema sanitario, rispettando i principi di equità e progressività sanciti dalla Costituzione. Abbiamo ereditato una situazione complessa: ospedali a rischio chiusura, personale sanitario sotto pressione e costi in costante aumento. Noi, a differenza della sinistra, abbiamo scelto di non tagliare i servizi, ma di trovare le risorse per garantirli. Ci siamo battuti con determinazione per mantenere aperti gli ospedali, abbiamo condotto insieme battaglie per salvare i presidi di Pescina, Tagliacozzo, Sulmona e Castel di Sangro. E ci siamo riusciti con l’approvazione della nuova rete ospedaliera. Ma oggi la sinistra mistifica la realtà e strumentalizza il dibattito fiscale per fare propaganda. In Abruzzo, fino ad oggi, tutti pagavano la stessa aliquota al 1,73%, senza alcuna distinzione tra le diverse fasce di reddito . Noi abbiamo scelto di abbassare l’aliquota per le fasce più deboli, portandola dall’1,73% all’1,67%, e di chiedere un piccolo sforzo a chi ha di più. Non è un aumento delle tasse generalizzato, ma un intervento di giustizia fiscale. Sappiamo che non è una manovra popolare, ma è una manovra necessaria, che garantisce risorse fondamentali per la sanità e per i servizi essenziali della nostra regione. Noi non rincorriamo il consenso facile, ma lavoriamo per il bene dell’Abruzzo e dei suoi cittadini”.
Ritirato un emendamento presentato da Paolo Gatti, presidente della quinta commissione Sanità e firmato sia da Vincenzo D’Incecco e da Emiliano Di Matteo che introduceva il criterio della premialità per i manager Asl che pareggiano i conti o, comunque, che limitano i disavanzi.






