L’AQUILA – Torna domani a riunirsi, alle ore 16, il consiglio regionale d’Abruzzo, con un punto all’ordine del giorno da far tremare i polsi: l’approvazione del provvedimento più succulento, gli oltre 15 milioni di euro di fondi a pioggia relativi alla cosiddetta Legge Mancia, riferita alla fine della scorsa legislatura, bloccata per l’assenza di risorse. La misura sarà agganciata ad un debito fuori bilancio da circa 10mila euro, per l’utilizzo di una autovettura a noleggio da parte del presidente Marco Marsilio nel periodo covid, costata più del preventivato.
La seduta di martedì infatti, si è conclusa su questo punto con un nulla di fatto, dopo una lunga giornata in cui non sono mancate le tensioni e gli scontri.
“Garantiremo un confronto nei tempi corretti, senza comprimere spazi di discussione e approfondimento dei temi”, ha detto il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, aggiornando i lavori a domani, con inizio alle 16. con allpordine del giorno, i soli debiti fuori bilancio del citato contratto di noleggio dell’autovettura, e quello per il “Pagamento in favore di Fondazione Politecnico di Milano””
Il mancato accordo all’interno della conflittuale maggioranza di centrodestra, del riconfermato Marco Marsilio di Fdi, si è avuto proprio perché il suo partito ha puntato i piedi, in quanto all’appello mancavano circa 2,5 milioni di euro, di una coperta già troppo corta, visto che servirebbero 22 milioni di euro, per soddisfare le originarie destinazioni, decise a discrezione da tutti i consiglieri, anche quelli di centrosinistra, a dicembre 2023, a beneficio di un elenco di 2.300 beneficiari, tra comuni, associazioni culturali, sportive di protezione civile, feste, eventi e ricorrenze, pro loco e parrocchie.
Per far quadrare i conti, da quanto i apprende tutti i consiglieri in carica dovranno rinunciare a qualcosa, e saranno probabilmente cancellati i finanziamenti decisi da chi non è stato rieletto. Ed anche la quota del centrosinistra, che tanto si argomenta velenosamente, sono contrati ai fondi a pioggia, e la loro eliminazione anche di quelli del 2023 è stata una promessa elettorale del candidato presidente, il professor Luciano D’Amico. emerge che qualche concessione verrà fatta ai consiglieri di minoranza Giovanni Cavallari, Enio Pavone e Alessio Monaco e forse, come unico dem, Dino Pepe.
Verrecchia e altri consiglieri hanno in particolare puntato il dito contro gli spostamenti “silenziosi” da parte del presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Fi, e dell’assessore al Bilancio Mario Quaglieri, FdI, recordman di preferenze con quasi 12mila voti ma spesso sotto accusa da parte dei colleghi di maggioranza e di partito per l’assenza e la mancata condivisione su strategie e sugli stanziamenti.
Un mistero quello che faranno le opposizioni: D’Amico ha attaccato in aula contro la pratica medioevale dei “fondi a pioggia”, provocando la rabbiosa reazione del presidente Marsilio. Ma i suoi non lo hanno appoggiato più di tanto, confermando che sui fondi a pioggia le idee sono divergenti.






