L’AQUILA – “All’Aquila, non è mai stata posta diagnosi di tumore osseo come documentato dal fatto che tale sospetto clinico non è menzionato né nel verbale di Pronto Soccorso, né nella consulenza scritta dall’ortopedico, né nel referto del radiologo il quale documentava questa alterazione ossea indefinita (appunto da caratterizzare) come primo passo dell’iter diagnostico. Nella discussione che è seguita con la famiglia sono state quindi illustrate le possibilità della diagnosi differenziale di tale alterazione ossea, e quindi la necessità di dover escludere quanto prima le situazioni più gravi (come quelle di natura oncologica), argomentando quindi la necessità di portare avanti in maniera tempestiva e scrupolosa l’iter diagnostico nell’interesse maggiore del bambino. Siamo molto dispiaciuti che dal colloquio possa essere scaturito un malinteso e che la famiglia abbia erroneamente compreso che si trattasse di una diagnosi certa di tumore”.
Parte da qui la strenua difesa in una lunga nota congiunta dei medici del reparto a guida universitaria di Pediatria dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila diretta dal primario Vincenzo Salpietro Damiano, sulla drammatica testimonianza di due genitori che hanno raccontato ad AbruzzoWeb i momenti difficili vissuti dopo che a uno dei loro figli, di 9 anni, sarebbe stato erroneamente diagnosticato un tumore.
Nella nota i medici, pur smentendo la ricostruzione e respingendo le accuse, usano parole di comprensione per i genitori, realmente allarmati per l’accaduto.
In riferimento all’articolo giornalistico pubblicato in data 20/11/2024 su Abruzzoweb, a chiarimento si integra, allo scopo di fare chiarezza del lavoro svolto quotidianamente, ed in questa occasione, dai professionisti del Pronto Soccorso Pediatrico aquilano, una nota congiunta dei dirigenti medici presenti e in turno nell’occasione descritta dall’articolo.
“Come documentato dal verbale di Pronto Soccorso – spiegano ancora i medici – e contrariamente a quanto riportato nell’articolo, non è MAI stata posta alcuna diagnosi di ‘tumore’ e/o patologia oncologica di qualsiasi sorta; il bambino è stato infatti dimesso con diagnosi di “Lesione osteolitica meta-diafisaria DA CARATTERIZZARE”, ovvero da approfondire con ulteriori esami per capirne la natura. Il piccolo paziente è giunto lo scorso mese all’osservazione dei dirigenti medici in turno presso il Pronto Soccorso Pediatrico, coadiuvati dai medici specializzandi di Pediatria (non “tirocinanti”, come vengono invece denominati nell’articolo), dato che lo scorso anno è stata riaperta la Scuola di Pediatria con capofila l’Università dell’Aquila.
Con la stretta collaborazione degli specialisti radiologi ed ortopedici dell’Ospedale San Salvatore, è stata riscontrata attraverso indagini ultrasonografiche e radiografiche una lesione non definita di tipo osteolitico nella regione meta-diafisaria del femore destro. La caratterizzazione di una lesione di questo tipo comporta la necessità di una serie di ulteriori indagini strumentali (es.: TAC, Risonanza Magnetica, etc.) e talvolta anche procedure come le biopsie ossee che risultano invasive per un bambino e che vengono pertanto eseguite nella norma in centri di riferimento per patologie infantili dell’osso. Quindi, dopo aver proposto il ricovero presso il reparto di Pediatria dell’Aquila per svolgere quantomeno i primi accertamenti finalizzati ad una iniziale definizione diagnostica di tale lesione indefinita, si è considerato (e condiviso con i genitori) come possibile alternativa l’esecuzione di tali ed altri accertamenti più delicati e specifici presso l’Ospedale Bambino Gesù che ha un centro riferimento specializzato in Ortopedia Pediatrica e considerevole esperienza nel campo delle malattie infantili dell’osso.
Siamo lieti che la famiglia abbia potuto svolgere successivi esami specifici e dettagliati presso il centro di riferimento di Roma e siamo estremamente felici per il piccolo paziente e la sua famiglia che la diagnosi di patologia ossea di tipo oncologico sia stata esclusa dai colleghi del Bambino Gesù. In relazione all’intera vicenda, possiamo assicurare che i medici del Pronto Soccorso Pediatrico dell’Aquila adottano massima cautela, sensibilità ed empatia nei confronti sia dei piccoli pazienti che dei loro genitori, come innumerevoli utenti che si sono rivolti presso il nostro Centro possono testimoniare. Ci dispiace molto del senso di smarrimento e preoccupazione sperimentato da questa famiglia. Detto ciò, l’episodio raccontato dall’articolo (per quanto comprendiamo lo stato d’animo della famiglia) non può né deve minare il valore di un team che opera con umanità e professionalità ogni giorno in questa città, richiamando anche pazienti da altri territori”.





