L’AQUILA – Un “proficuo e vantaggioso” accordo con un privato che consentirà di dotarsi a costo zero di preziosi parcheggi al servizio dei pendolari a ridosso delle fermata dell’autobus extraurbano, e di riqualificare la rete viaria della posta ovest dell’Aquila.
Al contrario, il lasciar decidere agli imprenditori privati l’assetto urbanistico, “in cambio di qualche piccolo vantaggio”, e per di più consentendo la realizzazione dell’ennesimo supermercato in periferia quando “il commercio è in crisi nel centro storico”, “inserendo un altro attrattore di traffico in un’area “già sotto pressione”.
Come prevedibile si sono scontrate due opposte visioni dell’urbanistica e della gestione del territorio in consiglio comunale dell’Aquila, dove è stata approvata a maggioranza di centrodestra, la rotazione urbanistica proposta dalle società Ambra srl ed Ettore Barattelli & figli srl, entrambe facenti capo alla importante famiglia di costruttori aquilani, che prevede la realizzazione di un supermercato del Lidl sull’area bianca della striscia di prato davanti all’hotel My Suite e la fermata degli autobus, di 1.2oo metri quadri, con contropartita per il comune di 4mila metri quadrati di parcheggi, prima e dopo la fermata dell’autobus sulla statale 17, le aree a ridosso della chiesa di San Giovanni Battista, e in prossimità del complesso commerciale Barbarossa, anch”esso di proprietà dei Barattelli, con il parcheggio privato che diventerà ora pubblico. Inoltre sarà ampliata l’attuale sede stradale di Via dei Farnese che potrà diventare a doppio senso di marcia, e sono previsti poi altri interventi sulla viabilità e di accesso all’area.
A difendere a spada tratta la misura in aula, l’assessore all’Urbanistica Francesco De Santis, della Lega, che ha proposto la delibera. Di parere ben diverso Stefano Palumbo del Pd, Enrico Verini di Azione, Paolo Romano di Italia Viva e Lorenzo Rotellini, di L’Aquila coraggiosa.
“Questa proposta – ha esordito De Santis – è stato oggetto di una lunga riflessione e riteniamo di aver reso un buon servizio all’interesse pubblico. I proponenti hanno mostrato una grande disponibilità al dialogo. In cambio del via libera alla realizzazione di una media struttura commerciale otteniamo quattro differenti punti di parcheggio pubblico, l’accesso ai quali dovrà essere privilegiato per i pendolari che prendono l’autobus e in questo modo facciamo un passo avanti per risolvere il problema della loro necessità di un posto auto”.
E ha aggiunto: “il doppio senso su via dei Farnese e il suo ampliamento è la risposta al ragionevole dubbi che anche noi abbiamo avuto in termini di impatto sul traffico della presenza di un nuovo insediamento commerciale. E lo stesso effetto sarà ottenuto con gli interventi all’altezza del Barbarossa e dell’edificio incompiuto del proponente”.
Concludendo: “l’interesse pubblico non si vede? Basti replicare citando i ben 4000 metri quadrati di parcheggi pubblici, che ora non avevano e che a breve avremo, in una zona particolarmente interessata dal pendolarismo, che non mi pare certo poco”..
A non pensarla così Stefano Palumbo del Partito democratico.
“Non è questa la prima variazione che viene approvata, e regolarmente lo schema è il passaggio dalla destinazione direzionale a quella commerciale, ed è già questo un dato che urbanisticamente dovrebbe far riflettere. In quell’area ci sono poi altri insediamenti commerciali, dietro al My Suite se ne sta realizzando un altro ancora, e questo accade lungo la statale 17 la statale 80 che evidentemente gli imprenditori considerano allettanti dal punto di vista commerciale. Ma non c’è stata, questo il problema, una pianificazione d’insieme. Continuiamo a ragionare su un piano regolatore vecchio di 40 anni in una città che intanto è cambiata profondamente. Di fatto sono gli imprenditori che pianificano e decidono in tema urbanistico e il Comune si limita di volta in volta a ottenere qualche piccolo vantaggio”.
A non piacere, poi oltre alla questione generale di metodo urbanistico, è la localizzazione del supermercato.
Incalza Verini: “Un’attività commerciale si fa proprio perché si spera che ci vada la gente e se ci va la gente vuol dire che si caricherà ulteriormente una strada che io percorro quotidianamente e che già è molto molto trafficata. E c’è poi un altro aspetto fondamentale: la nostra priorità è far riprendere il centro storico, con la residenzialità e le attività commerciali di vicinato. E dunque ogni intervento che delocalizza possibili attività e drena clienti per il centro, lo ritengo sbagliato. Io penso che questa città debba ritrovare una vita diurna e non solo notturna dentro le mura e quindi non voterò mai misure che vadano in direzione contraria a questo mia visione delle cose”.
Simili le critiche di Romano: “L’Aquila è tra le città italiane che ha una maggiore concentrazione di attività commerciali nelle periferie rispetto al centro, e si può dire che questo problema non ce l’ha solo L’Aquila ma noi lo abbiamo amplificato perché prima del sisma la nostra vita commerciale e cittadina era all’interno del centro. Questa scelta va dunque dal unto di vista urbanistico nella direzione sbagliata”.
Infine Rotellini: “il nostro territorio non avverte le necessità di un nuovo parco commerciale che andrebbe a penalizzare ulteriormente il commercio di prossimità, l’artigianato e le produzioni di qualità, oltre, ovviamente a contribuire allo svuotamento del centro storico e delle sue frazioni. Non è una posizione contro qualcuno ma a favore della piccola distribuzione, dei negozi di prossimità, delle botteghe dove trovare le eccellenze del territorio, delle vetrine allestite con coraggio da chi ha deciso di riaprire nel centro storico. Ogni saracinesca che si abbassa definitivamente è lavoro di qualità che si perde. L’obiettivo di noi consiglieri dovrebbe essere quello di difendere le piccole attività commerciali già provate da pesanti rincari e inflazione e che ulteriori insediamenti di grande distribuzione andrebbero a indebolire ulteriormente. E ha concluso: nel giro di pochi metri secondo la giunta comunale dovranno coesistere 3 centri di media distribuzione. Nella delibera non è previsto, per esempio, il terminal di interscambio per i pullman, che sarebbe stato molto utile in quella zona. Cosa ci guadagnerà il pubblico? Solamente alcuni parcheggi a servizio della Chiesa di Pile che verrà realizzata nei prossimi anni e zero aree verdi. Può essere questo interesse pubblico? Nuovamente si decide di mettere davanti l’interesse di un privato. Stiamo purtroppo diventando la città dei centri commerciali, un giorno ci spiegheranno chi farà acquisti in tutti questi negozi”.





