L’AQUILA – “Se nella zona del parco del castello circolano persone violente e dei pregiudicati non è colpa mia. Io sono quello che paga per tutti.” Questa la versione dei fatti del gestore del bar castello, Sebastiano Cirella, il cui locale è stato chiuso per 6 giorni dal questore dell’Aquila a causa di una rissa nel bar. Viene anche contestato che il locale sarebbe frequentato da persone poco raccomandabili.
Cirella, che vorrebbe incontrare il questore per spiegargli come sono andate le cose, racconta dunque la sua verità. “Un avventore già ubriaco è entrato nel locale molestando la clientela e allora qualcuno ha reagito ma la rissa, va precisato, è avvenuta fuori dal bar, sul marciapiede e il giovane che si è rotto una gamba era stato già operato allo stesso arto che probabilmente era già compromesso”. Sta di fatto che la chiusura per 6 giorni causa problemi di natura economica oltre che di immagine.
“Non è colpa mia se l’area del parco del Castello e piena di spacciatori e pregiudicati gente che non dovrebbe stare li. Inoltre cosa posso fare se qualcuno di essi entro nel locale, mica posso impedirlo e nemmeno posso chiedergli se si tratta di persone note in questura. Certe cose spettano a polizia e carabinieri. Io lavoro 18 ore al giorno da 20 anni e non è giusto che sia divenuto unico colpevole di questo caos. Tropp0 comodo. Inoltre il bar lo chiudo a mezzanotte mai dopo. La gente che abita in zona si lamenta del baccano fino a notte fonda ma si tratta di situazioni sulle quali non posso incidere che non dipendono certamente dal mio bar che a quelle ore è chiuso”. Comunque ci sarà un ricorso contro questo provvedimento di chiusura. (g.g.)





