L’AQUILA – Oggi gli italiani,, con urne aperte dalle 15, è chiamata a votare per le elezioni europee.  per eleggere 75 componenti del Parlamento europeo, su un totale di 705 eurodeputati.

Ogni circoscrizione italiana elegge un numero diverso di parlamentari europei: la Nord-Occidentale ne elegge 20, la Nord-Orientale 15, la Centrale 15, la Meridionale, dove è ricompreso l’Abruzzo, 18, l’Insulare 8.

La Germania elegge invece 96 parlamentari, la Francia 81, la Grecia 21. I paesi che eleggono meno deputati sono Cipro, Lussemburgo e Malta, che eleggono 6 eurodeputati a testa.

Molti italiani però non hanno ben chiaro cosa esattamente fa il Parlamento europeo, e la differenza rispetto al Consiglio europeo, al Consiglio dell’Unione europea e alla Commissione europea.

A seguire un vademecum.

Il PARLAMENTO EUROPEO 

Il Parlamento europeo è l’unica istituzione dell’Unione europea eletta direttamente dai cittadini, il cui primo scrutinio si è tenuto nel 1979. Il Parlamento è il centro del dibattito sulle questioni che riguardano i 27 Stati membri e i loro cittadini e ha responsabilità legislative, di controllo e di bilancio.

L’attuale presidente del Parlamento è la maltese Roberta Metsola, membro del partito Popolare europeo (PPE).

Attualmente la maggioranza è detenuta dalla cosiddetta coalizione “Ursula” che vede insieme il Partito Popolare Europeo, che raccoglie diversi partiti di centrodestra, conservatori, europeisti e di ispirazione cristiano-democratica, tra cui Forza Italia, e di cui presidente dal 2014 Manfred Weber, i Socialisti e Democratici (S&D), di cui fa parte anche il Partito democratico italiano oltre a l’Spd tedesca e il Psoe spagnolo. È presieduto dalla spagnola Iratxe García Pérez.

C’è poi nella coalizione Ursula, Renew Europe, composto dal Partito dell’Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l’Europa (Alde) e dal Partito Democratico Europeo (Pde), che è il putno di riferimento di Azione, Italia viva e +Europa. Presidente è la francese Valérie Hayer.

Il Partito Popolare Europeo controlla 177 seggi, i Socialisti e Democratici 140 seggi, il gruppo liberale di Renew 102 seggi. Insieme arrivano a 419 seggi, una settantina sopra la maggioranza assoluta, cioè 353. Per via di un ricalcolo della popolazione europea i seggi totali passeranno da 705 a 720. La maggioranza assoluta sarà quindi a quota 361.

Ci sono poi i Verdi/Alleanza libera europea (Ale), che ha 72 seggi, e che spesso votano con la maggioranza,  di cui sono presidenti Terry Reintke e Philippe Lamberts, e il gruppo della Sinistra che ha 37 seggi, schierata all’opposizione della maggioranza Ursula, che ha come copresidenti Manon Aubry e Martin Schirdewan.

A destra del Ppe, e all’opposizione, ci sono i Conservatori e riformisti (ECR) che hanno 68 seggi, e di cui fa parte Fratelli d’Italia, che esprime la presidenza con la premier Giorgia Meloni.

e il gruppo Identità e Democrazia (ID), che ha 59 parlamentari e a cui aderisce la Lega, che esprime il presidente Marco Zanni,

Infine il gruppo dei Non iscritti (NI) a cui aderiscono 50 eurodeputati, tra cui quelli del Movimento 5 Stelle.

Il Parlamento europeo ha sede sia a Bruxelles che a Strasburgo e i deputati al Parlamento europeo fanno la spola tra le due sedi, mentre gli uffici amministrativi si trovano a Lussemburgo. Attualmente i deputati sono 705, ma in queste elezioni passeranno a 720.

ll Parlamento europeo è il braccio legislativo dell’Unione europea e rappresenta i suoi cittadini. Ha anche responsabilità di controllo e di bilancio. Condivide i poteri di bilancio e legislativi con il Consiglio dell’Unione europea, che rappresenta i governi degli Stati membri dell’Ue. Elegge il presidente della Commissione e approva la Commissione in quanto organo. Può votare una mozione di censura, obbligando la Commissione a dimettersi.

Attualmente il Parlamento si riunisce in sette gruppi politici, organizzati per affiliazione piuttosto che per nazionalità. Almeno un quarto degli Stati membri deve essere rappresentato e sono necessari 23 membri per formare un gruppo. I deputati possono anche sedere come membri non iscritti, che non fanno parte di alcun gruppo.

Nel suo ruolo legislativo, il Parlamento approva le leggi (insieme al Consiglio dell’Ue) proposte dalla Commissione europea. Chiede inoltre alla Commissione di presentare proposte legislative.

In Parlamento ci sono 20 commissioni, che si occupano di aree politiche come la sicurezza e la difesa, i diritti umani, il commercio internazionale e gli affari costituzionali, che esaminano le proposte di legge. I deputati possono proporre emendamenti o la bocciatura di una proposta di legge. Le sessioni plenarie, in cui gli europarlamentari si riuniscono, si tengono quattro giorni al mese a Strasburgo.

Il Parlamento esamina anche i processi democratici di tutte le istituzioni dell’Ue, nonché le relazioni della Commissione, compreso il bilancio, di cui ha l’approvazione.

Il presidente del Parlamento presiede i dibattiti e le attività, assicurando il rispetto del regolamento interno, e lo rappresenta all’interno dell’Ue e a livello internazionale.

La sua firma è necessaria per la promulgazione delle leggi e del bilancio dell’Ue; partecipa alle riunioni del Consiglio europeo ed espone il punto di vista del Parlamento in merito all’ordine del giorno.

Il presidente ha un mandato di due anni e mezzo, la metà della durata del Parlamento, che di solito è diviso tra i due maggiori partiti politici.

Gli eurodeputati sono i rappresentanti degli elettori di un’area geografica all’interno di ogni Stato membro e dei loro interessi.

Ascoltano le preoccupazioni locali e nazionali di singoli, gruppi e imprese, interrogano e fanno pressione sulla Commissione europea e sul Consiglio dei ministri a loro nome, discutono e votano sulle proposte di legge che hanno un impatto su di loro.

Esempi di aree legislative su cui i deputati potrebbero votare sono i diritti dei lavoratori, le tariffe di roaming dei telefoni cellulari, la salute e la sicurezza e l’uso dei pesticidi.

IL CONSIGLIO EUROPEO  

Il Consiglio europeo stabilisce la direzione politica generale e le priorità dell’Unione europea, e decide la sua agenda politica. È composto dai capi di Stato o di governo dei 27 Paesi membri dell’Unione, oltre che dal presidente del Consiglio europeo e dal presidente della Commissione.

L’attuale presidente è l’ex primo ministro belga Charles Michel, in carica dal 2019. All’inizio di gennaio, Charles Michel ha annunciato che si sarebbe dimesso per candidarsi al Parlamento europeo, prima di cambiare idea e decidere di completare il suo mandato.

Il Consiglio europeo è nato nel 1974 come forum informale di discussione tra questi capi di governo, da cui si è sviluppato il suo ruolo di determinazione delle priorità e degli obiettivi dell’Ue. Il suo status formale è stato sancito dal Trattato di Maastricht nel 1992. Nel 2009, con il Trattato di Lisbona, il Consiglio europeo è diventato una delle sette istituzioni dell’Ue.

Il Consiglio si riunisce almeno due volte ogni sei mesi: le riunioni sono chiamate vertici dell’Ue e si svolgono a Bruxelles.

Il Consiglio europeo è l’organo che stabilisce l’agenda dell’Ue, definendo la direzione strategica del blocco in termini di politica e rappresentando la cooperazione politica tra i 27 Stati membri. In quanto tale, svolge anche un ruolo di risoluzione delle crisi.

Tiene riunioni in cui discute e decide le azioni da intraprendere dette “conclusioni”. Le conclusioni possono anche essere usate per fissare le scadenze per il raggiungimento di un accordo su un argomento. Le conclusioni sono adottate per consenso da tutti gli Stati membri dell’Ue.

Il Consiglio svolge anche un ruolo nella nomina di varie cariche di alto profilo dell’Ue. È responsabile dell’elezione del proprio presidente, della proposta del presidente della Commissione europea e della nomina ufficiale dei suoi commissari, della nomina dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e della nomina del comitato esecutivo della Banca centrale europea, compreso il suo presidente.

Il Presidente del Consiglio europeo supervisiona il lavoro del Consiglio e rappresenta l’Unione europea sulla scena mondiale. Presiede le riunioni e può anche convocare riunioni straordinarie del Consiglio, se necessario. Il Presidente non partecipa alle votazioni del Consiglio.

Il Consiglio elegge il proprio presidente, a maggioranza qualificata, per un mandato di due anni e mezzo, rinnovabile una volta.

 IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA

Il Consiglio dell’Unione europea è un organo intergovernativo dell’Ue, che rappresenta i governi esecutivi degli Stati membri, ma a differenza del Consiglio europeo è un organo legislativo (come il Parlamento europeo).

La presidenza del Consiglio dell’Ue ruota ogni sei mesi: attualmente è affidata al Belgio.

Mentre il Consiglio europeo è composto dai capi di Stato di ciascuno dei 27 Paesi membri dell’Ue, le riunioni del Consiglio dell’Unione europea sono composte dai ministri dei governi responsabili di un determinato portafoglio. Per esempio, se l’argomento in esame in una riunione del Consiglio dell’Ue è la salute, parteciperà il ministro della salute di ciascuno Stato membro.

I ministri discutono, modificano e adottano la legislazione: hanno poi l’autorità di impegnare i rispettivi governi in azioni concordate durante le riunioni a Bruxelles.

LA COMMISSIONE EUROPEA

La Commissione europea è l’organo esecutivo politicamente indipendente dell’Unione europea. Propone nuove leggi europee, attua le decisioni del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea ed è responsabile della gestione del blocco.

Presidente attuale è l’ex ministra della Difesa tedesco Ursula von der Leyen, membro del Partito Popolare Europeo (Ppe), di centrodestra e pro-europeo.

Fondata nel 1958, ha sede a Bruxelles, dove ha il suo quartier generale nell’edificio Berlaymont, nel quartiere europeo, e a Lussemburgo, e ha sedi di rappresentanza in tutto il mondo.

È guidata da un presidente e da un “collegio” di 27 commissari, uno per ogni Stato membro dell’Ue, che si riunisce ogni settimana. I commissari sono vincolati da un giuramento a rappresentare gli interessi dell’Ue nel suo complesso, e non quelli del proprio Paese.

I commissari non sono eletti direttamente, ma vengono proposti dal Consiglio dell’Ue sulla base dei suggerimenti dei governi di ciascuno Stato membro. Vengono poi nominati con l’approvazione del Parlamento europeo.

La Commissione europea è il più grande datore di lavoro tra le istituzioni dell’Ue, con un personale di circa 32mila persone. Due terzi lavorano a Bruxelles e i belgi rappresentano circa il 14 per cento della forza lavoro totale.

La Commissione europea ha il compito di proporre nuove leggi comunitarie per tutelare gli interessi dell’Unione e dei suoi cittadini, da sottoporre all’adozione del Parlamento europeo e del Consiglio europeo. Per elaborare queste proposte consulta esperti e cittadini europei.

La Commissione è responsabile della corretta adesione ai trattati e dell’applicazione del diritto dell’Ue negli Stati membri, insieme alla Corte di giustizia europea.

Gestisce inoltre le politiche dell’Ue, redige i bilanci annuali e stanzia i finanziamenti (in consultazione con il Consiglio e il Parlamento) per l’attuazione delle stesse. La Commissione è anche responsabile di supervisionare la spesa dei fondi dell’Ue una volta assegnati, sotto il controllo della Corte dei conti.

La Commissione rappresenta l’Ue a livello internazionale, parlando a nome di tutti gli Stati membri in materia di commercio e aiuti umanitari e negoziando accordi internazionali.

La Commissione europea è guidata da un presidente, che dirige il collegio dei commissari, riorganizza il gabinetto o licenzia i commissari se necessario. Il ruolo del presidente comprende anche la rappresentanza dell’Ue all’estero.

Il presidente è eletto dal Parlamento europeo dopo le elezioni parlamentari e dopo che ogni Stato membro ha nominato un candidato, tenendo conto dei risultati delle elezioni. Il Parlamento deve approvare il nuovo presidente a maggioranza (almeno la metà degli eurodeputati più uno) e se questa maggioranza non viene raggiunta, gli Stati membri devono proporre un altro candidato entro un mese.

Nel 2014, il Parlamento ha introdotto la procedura dello Spitzenkandidat (in tedesco candidato leader), in base alla quale ogni partito politico europeo designa il proprio candidato alla presidenza prima delle elezioni parlamentari. Si presume che il candidato del partito più grande dopo le elezioni abbia il mandato per la presidenza.

La Commissione ha il compito di proporre nuove leggi, ma non può approvarle da sola. Questo compito spetta agli eurodeputati eletti dal Parlamento e ai rappresentanti dei governi degli Stati membri che compongono il Consiglio dell’Ue: per approvare una legge è necessaria la maggioranza di entrambi.

La Commissione è responsabile dell’applicazione del diritto dell’Ue negli Stati membri, ma dipende dall’amministrazione pubblica, dalle agenzie e dai tribunali nazionali degli Stati membri. L’adesione al diritto dell’Ue è anche di competenza della Corte di giustizia, che controlla anche l’adesione della Commissione stessa.

La Commissione rappresenta e negozia per il blocco gli accordi commerciali internazionali, ma gli Stati membri danno o negano la loro approvazione agli accordi proposti.

In termini di responsabilità, la massima autorità dell’Ue è il Consiglio europeo, al quale la Commissione deve rispondere, così come al Parlamento, dato che questi nomina i commissari ed elegge il presidente. Il Parlamento può anche revocare la Commissione. Nessuna delle otto mozioni di censura presentate finora è stata adottata, ma nel 1999 la Commissione Santer (sotto il presidente Jacques Santer) si è dimessa in massa prima che il Parlamento ne imponesse le dimissioni, a causa di accuse di corruzione.

La Commissione presenta regolarmente relazioni al Parlamento, compresa una relazione annuale sul bilancio, ed è tenuta a rispondere alle interrogazioni degli eurodeputati. I conti dell’Ue vengono inviati ogni anno anche alla Corte dei conti europea, che redige una relazione annuale da sottoporre all’esame del Parlamento per approvare o disapprovare la gestione del bilancio da parte della Commissione.

Il fatto che i membri della Commissione europea non siano eletti direttamente dai cittadini l’ha resa a lungo il principale oggetto, tra le istituzioni dell’Ue, delle accuse euroscettiche di “deficit democratico”. Questa espressione è stata usata per la prima volta in relazione alla Ce nel 1977 nel manifesto dei Giovani Federalisti Europei, una Ong politica giovanile che si batte per un’Europa più democratica.