L’AQUILA – La forza e il coraggio di tornare in pista a tre anni dal terremoto.

Sono quelle dell’orafo e artigiano Bernardino Cialone, per oltre trent’anni  nel cuore della città con il suo negozio in piazzetta Machilone, “Gocce d’oro”.

Oltre all’attività di vendita di preziosi è specializzato nella produzione di oggetti realizzati secondo schemi e canoni della tradizione aquilana, come gioielli in filigrana e creazioni impreziosite da particolari creazioni in metalli preziosi e tombolo.

Punto vendita e laboratorio hanno trovato una nuova location nel complesso commerciale “Agorà”, lungo la strada statale 80, nei pressi dell’ospedale San Salvatore, che ospita anche altri negozi che fino alla data del 6 aprile 2009 vivevano e respiravano l’aria del centro storico.

L’attività di Dino, come lo chiamano amici e parenti, inizia a 16 anni, “quando mi avvicinai al mondo dell’artigianato orafo da semplice garzone di bottega.  Nel 1983 – ricorda – ho aperto il primo negozio, in corso Federico II, mentre dall’85 è sempre stato in piazza Machilone, conosciuta da tutti come ‘Piazzetta delle tavole’”.

“Dopo il terremoto – prosegue – ho cercato comunque di non bloccare l’attività, portando avanti almeno quella relativa alla produzione e di laboratorio, arrangiandomi in locali forse non idonei ma ai quali ho dovuto far ricorso per non fermarmi completamente. Fortunatamente le persone mi conoscono e hanno continuato a cercarmi per affidarmi dei lavori. Diciamo che la clientela ‘storica’ non mi ha abbandonato”.

Dopo un lungo periodo di riflessione la decisione di tornare in pista con un punto vendita e tornare con l’attività di vendita, “ma non nego di aver avuto qualche difficoltà e di essermi accollato un grande rischio d’impresa. Speriamo – aggiunge Cialone – che lo sforzo venga ripagato. La decisione è stata dettata più che altro dalla passione per questo lavoro e per non far disperdere il bagaglio di professionalità e conoscenza che penso di poter vantare con oltre trent’anni di attività alle spalle”.

“Da sempre – spiega poi l’artigiano – mi sforzo di fornire alla clientela un prodotto che sia ‘culturalmente’ diverso, che segua le orme della tradizione dell’oreficeria aquilana con gioielli realizzati, oltre che con pietre preziose, anche in filigrana, tombolo e altri oggetti che fanno parte della nostra cultura. Al tempo stesso, però, tengo in grande considerazione quelle che sono le nuove tendenze, mescolando novità e tradizione con stili sempre innovativi”.

Il terremoto, fortunatamente, non ha provocato la perdita di oggetti preziosi, “ma alcuni macchinari sono andati distrutti, il che per la mia attività è forse quasi peggio. Ma non mi pento di aver fatto la scelta di riprendere la mia attività, anche perché voglio che la storia non finisca qui”.

Come ha spiegato, infatti, la sua attività è stata riconosciuta come ‘Bottega scuola’, grazie alla quale è stata data l’opportunità a un giovane di intraprendere il mestiere di orafo “e di mantenere vive la storia di questo splendido mestiere” aggiunge l’artigiano aquilano.

Il sogno, comunque, è di poter tornare un giorno in centro “che mi auguro possa tornare a essere vissuto come e meglio di prima, e che non diventi solamente un simulacro di ciò che era. Spero un giorno di poterci tornare – conclude Cialone – perché è lì che sono vissuto e sono cresciuto professionalmente e come tutti gli aquilani in quella maledetta notte c’ho lasciato un pezzo di cuore”.