SULMONA – È vivo per miracolo il poliziotto penitenziario aggredito questa sera, insieme ad altri due,  dallo stesso detenuto che pochi giorni fa distrusse il reparto ospedaliero dove era stato ricoverato.

Il detenuto avrebbe dapprima cercato di rubare farmaci salvo poi, dopo essere stato scoperto, aggredire gli agenti con calci e pugni fino a cercare di strangolarne uno.

L’agente si è salvato grazie all’intervento degli altri due colleghi anch’essi feriti.

I tre sono stati trasportati al pronto soccorso e li tuttora stanno per gli accertamenti e le cure del caso.

Il fatto è accaduto poco dopo la visita del segretario regionale della Lega, il deputato Luigi D’Eramo.

“La Lega ha già presentato un’interrogazione a metà marzo,nel pieno della pandemia, per la situazione emergenziale degli istituti penitenziari che risentono delle ristrezze economiche e dell’insufficienza organica. Riconfermo la piena solidarietà al Corpo di Polizia penitenziaria,la Lega è al loro fianco in quanto vittime dell’ennesima disattenzione da parte delle alte sfere del Ministero della Giustizia e del governo propenso a trascurare la sicurezza delle Forze dell’Ordine che garantiscono il rispetto delle leggi”, ha detto D’Eramo.

“Mi interfaccerò con i vertici della Lega e sceglieremo insieme la strada più proficua da intraprendere a tutela degli agenti,un’interrogazione mirata sul carcere di massima sicurezza della Valle Peligna  affinché possa integrare di almeno 100 unità l’organico del penitenziario e assicurare l’assegnazione di nuovo personale per l’apertura del  padiglione che accoglierà 200 detenuti. Un’azione ad ampio raggio che includa anche la battaglia contro la soppressione del tribunale peligno, infatti entro la primavera del 2021 le Procure dovranno sapere in quale sede giudiziaria fissare i processi del 2022. Un ringraziamento per la disponibilità al direttore Sergio Romice e al comandante della P.P. Sara Brunetti“.

Sulla questione è intervenuto anche il leader del carroccio Matteo Salvini: “Non solo Santa Maria Capua Vetere: da Nord a Sud sono centinaia le carceri in condizioni disastrose e dove le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria lavorano in condizioni drammatiche. Orgoglioso dei parlamentari leghisti che vanno negli istituti penitenziari per preoccuparsi anche e soprattutto delle condizioni di chi indossa la divisa, come successo anche a Sulmona, in provincia dell’Aquila. Mancano decine di poliziotti, ma il dramma è che manca soprattutto un ministro della Giustizia capace di fare il proprio lavoro”.

Come spiegano i rappresentanti del cartello sindacale unitario Oreste Leombruni Osapp, Mauro Nardella UIL PA, Francesco Tedeschi CISL FNS e Giuseppe Mazzagatta USPP, “Il fattaccio riaccende i riflettori su un reparto, quello dei collaboratori di giustizia, che il cartello sindacale unitario aveva chiesto di chiudere poiché ritenuto incompatibile con il circuito penitenziario sulmonese”, viene osservato.

“Resta ovvio che, nelle more, il minimo che si possa fare è trasferire immediatamente il detenuto cosa che, a detta dei componenti il cartello,  doveva essere fatta già da tempo”, concludono.