PESCARA – “Ma quali divergenze con Sospiri! Nel partito mai come ora regna l’armonia”. “Io in Italia viva? Non sta nè in cielo né in terra, deve essere semmai Matteo Renzi, se ha cambiato idee a venire da noi!”.
Smentite a raffica, da parte del senatore Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia sui retroscena riferiti da Abruzzoweb, alla vigilia della nomina in consiglio regionale di Maria Concetta Falivene avvenuta ieri a garante dell’Infanzia, dopo il flop della seduta del 25 maggio.
Fonti interne alla maggioranza hanno ribadito che non è certo idilliaco il rapporto tra Pagano e il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, forzista ma che da mesi dato vicino a Fratelli d’Italia, il partito del presidente della Regione, Marco Marsilio. A confermarlo la spaccatura che si sarebbe verificata intorno alla nomina di Falivene, sostenuta con forza da Pagano, ma su cui si è registrata la resistenza da parte di Sospiri. Il primo tentativo di nominarla il 25 maggio è andata buca, per i veti incrociati nella maggioranza tra Lega e Forza Italia. Con i leghisti che avrebbero fatto mancare i numeri per Falivene e gli azzurri che si sono “vendicati” affondando almeno alla prima votazione di Davide Calcedonio Di Giacinto, a componente del Cda dell’Istituto zooprofilattico poi nominato in una seconda votazione per il rotto della cuffia. Un episodio non certo edificante, davanti ad una regione che vive la crisi economica causata dal coronavirus e che ha mandato su tutte le furie Marsilio. Sospiri, dopo la strigliata del presidente, ha affermato in un nota che si è trattata di “una pagina non felice nella storia della Regione”, e ad affermare a chiare lettere che Falivene è la candidata del centrodestra, dunque anche la sua, e che sarebbe stata nominata nella seduta successiva. Quello che ieri è avvenuto con tutti e 17 i voti della maggioranza.
L’esito della vicenda aiuta ora a dire a Pagano che “tra me e Sospiri non c’è proprio nessun attrito. Non nego che ci siano state divergenze in passato, ma ora assicuro che nel partito c’è un armonia straordinaria, non è un caso che ho voluto che Sospiri fosse nominato commissario straordinario a Pescara, da parte del presidente Silvio Berlusconi, su mia indicazione. E non mi risulta che voglia passare a Fratelli d’Italia, sono cose anche queste che riguardano il passato, ora non è così”.
Pagano nega poi di suoi avvicinamenti ad Italia Viva, il che non sarebbe ipotesi fantascientifica visto che il piccolo partito di Renzi, sempre più corpo estraneo nella maggioranza al governo giallo-rossa, e il partito di Berlusconi dialogano oramai da mese in vista di un ipotetico varo di un terzo polo, moderato e liberale. Per restare in Abruzzo l’assessore di Forza Italia Mauro Febbo, non centro una seconda linea del partito, appoggia come candidato sindaco assieme proprio ad Italia Viva il medico ed ex presidente del Chieti calcio, Bruno Di Iorio in opposizione al candidato lanciato dalla Lega, l’ex parlamentare azzurro e consigliere regionale di area aennina Fabrizio Di Stefano. Con Pagano che ha affermato, che quella di febbo è una poszione personale, e che in realtà titto è ancora da decidere, per quel che riguarda Forza Italia.
“Mai, neanche in passato ho avuto il benché minimo interesse per Italia Viva – tiene però a sottolineare il senatore -. Sono un liberale di centrodestra, se Renzi si è avvicinato alle nostre posizioni, ben venga, ma semmai deve essere lui a passare a Forza Italia. Il percorso inverso per quanto mi riguarda non sta nè in cielo né in terra. E non ci sono stati, ripeto, mai contatti politici in tal senso”.
Rivendica infine con orgoglio la sua indicazione di Falivene: “non era la sola, ma era una delle figure più adatte per ricoprire un ruolo così importante e delicato, vista anche la sua esperienza al Tribunale dei minori. Non ho imposto però io la scelta, lei ha avuto colloqui con tutti i consiglieri regionali, per farsi conoscere, al fine di rendere più informata e consapevole la scelta in consiglio regionale, che deve ricadere su persone di alto spessore morale e professionale, soprattutto quando si parla di nomine politiche, senza bandi e concorsi, perchè ne va della credibilità delle istituzioni”.



