L’AQUILA – “Uno dei più piccoli e tranquilli comuni d’Italia”, Carapelle Calvisio, in provincia dell’Aquila, dove vivono 84 persone, “sta per essere letteralmente invaso dall’arrivo di oltre cento migranti, peraltro in piena emergenza covid-19, per il periodo di sorveglianza sanitaria, la cosiddetta quarantena”. 

La denuncia è del coordinatore regionale della Lega, il deputato aquilano Luigi D’Eramo che la definisce “una circostanza intollerabile che la Lega combatterà con tutte le sue forze, in ogni sede”.

Il caso ha destato particolare clamore in Abruzzo accendendo il dibattito a livello nazionale partendo dalla denuncia dei deputati abruzzesi D’Eramo e Giuseppe Bellachioma ed è stato l’occasione per tornare ad affrontare il tema dell’immigrazione con un nuovo attacco al governo del leader della Lega Matteo Salvini che parla di “follia”: “Il governo non manda aiuti e risposte ai cittadini, ma in compenso è pronto a spedire un centinaio di immigrati in un paese di circa 80 anime. Conte, Pd, 5Stelle sono veloci a mandare a casa i boss e a spalancare i porti ai clandestini”. 

Il sindaco di Carapelle Calvisio, Domenico Di Cesare, da anni primo cittadino di un piccolo comune dell’Aquilano, incontrerà i vertici della Lega: in particolare, il vice segretario, Andrea Crippa, e Luigi D’Eramo; ma intanto, si è mosso scrivendo una lettera al governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, alla Asl dell’Aquila, all’assessore regionale al Sociale Piero Fioretti, della Lega, dopo essere venuto a conoscenza “della richiesta della Prefettura che ha come oggetto il reperimento di strutture da adibire all’accoglienza dei migranti per il periodo della sorveglianza sanitaria e che chiede alla Regione di verificare la idoneità sotto l’aspetto sanitario a garantire le previste misure di sicurezza”.

Secondo quanto riferito da D’Eramo, i migranti “stanno per essere ospitati, in una struttura messa a disposizione dalla ‘Caritas dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne Onlus’, oltre cento migranti per il periodo di sorveglianza sanitaria”. 

“Paradossalmente non ha a disposizione nemmeno un’unità di Polizia municipale, in questo contesto sta per avvenire un aumento di popolazione di oltre il 110%, un caso unico a livello italiano che determinerebbe una situazione insostenibile sotto ogni punto di vita. Si cancellerebbe in un colpo solo l’identità di una comunità, si stravolgerebbe una quotidianità secolare, si minerebbero tranquillità e sicurezza, con possibili, quasi certe, gravi ripercussioni. La vicenda conferma la scellerata politica adottata da questo governo in tema di accoglienza: basti vedere l’aumento esponenziale degli sbarchi e l’assurdo progetto di regolarizzazione di massa”.

Per D’Eramo, poi, sussistono anche rischi legati all’epidemia Covid-19: “Si sperimenta, in modo assurdo, in una popolazione vergine, la possibilità di un contagio. Oggi il paese è esente da casi. Il primo ospedale disponibile è quello dell’Aquila, a trenta chilometri. È assolutamente incomprensibile il motivo per cui una simile situazione debba essere oggetto di una sorta di esperimento sulla pelle degli anziani”.

“Noi non resteremo con le mani in mano. Siamo pronti a fare della vicenda un caso nazionale, opponendoci in tutti i modi all’assurdità di un modello che non si preoccupa di distruggere uno dei borghi più belli e preziosi d’Italia, calpestando una comunità silente, operosa e tranquilla con un innesto forzoso e pericoloso”.

Per D’Eramo e Bellachioma, “Un Governo che ritiene più importante regolarizzare 600mila immigrati in Italia invece di aiutare imprese e famiglie a rialzarsi in piedi significa che è allo sbando  totale”.

“Dopo gli ottimi risultati ottenuti sul fronte immigrazione da Matteo Salvini, come ministro dell’Interno, con l’esecutivo Pd-5S-Iv-Leu gli sbarchi di clandestini sulle nostre coste sono aumentati del 400%. In tutto questo, lo scenario economico-finanziario e sociale italiano è catastrofico;mai come ora il Paese ha bisogno di un governo capace di ridare ossigeno al proprio tessuto produttivo, ai lavoratori e alle famiglie. Un esecutivo che  pensa alle maxisanatorie può solo peggiorare ulteriormente la situazione”, concludono D’Eramo e Bellachioma. 

Il primo cittadino intanto fa sapere che, “come responsabile della salute dei miei concittadini ho spiegato alla Regione che il Comune non è a conoscenza della volontà di trasferire migranti, ed ho chiesto spiegazioni sottolineando che non abbiamo una situazione adeguata per la sorveglianza sanitaria”. 

Di Cesare chiarisce che la struttura è di proprietà della parrocchia Sacro cuore di Pescara “che in passato è stata utilizzata per accogliere gruppi cattolici, boy scout e famiglie per la estate”. 

“Sono già tre o quattro anni che la Diocesi di Pescara cerca di guadagnare con questa struttura – spiega ancora il sindaco -.Ma si fanno le cose senza pensare e senza condividere, se mi avessero chiesto avrei detto che non ho neppure un vigile urbano e che ad esempio nella struttura non c’è neppure una recinzione per contenere i migranti che potrebbero e finire nel centro storico danneggiato e quindi pericoloso”.