L’AQUILA – Saranno all’Aquila per la loro versione di ‘Occupy’. Occuperanno, a modo loro, il centro storico aquilano, piazza Duomo, domenica 15 aprile dalle ore 12 per un evento dedicato alla ricostruzione e al futuro delle città terremotate.

“Lo faremo cercando il connubio tra L’Aquila e l’innovazione. Noi crediamo che la città abbia bisogno di innovazione e sappiamo che in molti lo hanno capito”.

‘Occupy L’Aquila’ porta la firma di Wired Italia, versione tricolore, su internet, del magazine statunitense che si occupa di innovazione, tecnologia, comunicazione, ‘e di come queste influenzino la cultura, l’economia, la politica e la vita quotidiana’.

“L’idea – spiega ad AbruzzoWeb il giornalista Federico Ferrazza, coordinatore di Wired.it – è quella di dire che con l’innovazione si può in parte far fronte a un problema nazionalePensiamo che possano essere due temi attaccati, smart city, ricostruzione intelligente della città. Noi ci occupiamo di innovazione a 360 gradi, dall’elettronica, ai gadget, ai social media, all’innovazione scientifica, al design, alla vita di tutti i giorni, alla medicina, allo spazio, alla politica, all’economia. Tutto ciò che può essere collegato all’innovazione”.

Nulla a che vedere con la Occupy Wall Street o le altre ‘sorelle’ che in questo periodo sono finite nelle cronache di mezzo mondo come forma di ribellione politica.

“Nessun collegamento con le altre Occupy. Noi occupiamo senza partiti di mezzo, portiamo in piazza idee aperte a tutti, al mondo. E lo vogliamo fare in un luogo che secondo noi può e deve diventare un laboratorio ‘start-up’, un posto per sviluppare le nuove tecnologie e i progetti legati all’innovazione. Domenica si discuteràin una piazza, in uno spazio aperto, di come impostare la città del futuro e non una città come tutte le altre, ma una città da ricostruire nel segno del futuro. Il messaggio è: rendiamo L’Aquila un laboratorio per attrarre investimenti per start up, per le piccole aziende e con un buon grado di innovazione. Abbiamo coinvolto alcune delle organizzazioni locali che ci hanno dato una mano, il comune ha patrocinato, è tutto fatto con persone comuni, tutto dal basso”.

Wired Italia non è una novità nel capoluogo abruzzese post-sisma, avendo già parlato della soluzione ‘smart city’, qualcosa che ormai è sulla bocca di politici e affini che intendono farsi belli di fronte agli esperti.

“Sul nostro magazine di questo mese – fa sapere Ferrazza – c’è un corposo servizio sui progetti di innovazione all’Aquila. Sul sito pubblichiamo da circa due mesi un articolo al giorno sull’innovazione nel capoluogo e nei comuni del cratere, come il bel progetto di ‘facenews’ che, oltre alla comuncazione e al marketing, dà il nome a un giornale free-press gratuito”.

E mentre le altre Occupy si scagliano contro governi, tecnici e non, banche e speculatori finanziari, “noi crediamo che il governo di Mario Monti stia mostrando maggiore attenzione, rispetto ai governi passati, nei confronti dell’innovazione italiana che cresce sempre con molta fatica. Al momento è tutto sulla carta, ma qualche cosa si muove. Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera sugli start-up, o del ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca sulla trasparenza on line, o meglio, sugli ‘open data’, dimostrano almeno un piccolo cambiamento”.

All’evento interverranno, fra gli altri, Eleonora Bove, l’architetto Camilla Inverardi, Antonio Amendola di Shoot4Change, Mauro Annunziato, Daniel Caramanico, Giovanni Colombara, Sebastiano Coppo, Giuliana Guazzaroni, l’Adam Accademia e il candidato sindaco di ‘Appello per L’Aquila’ Ettore di Cesare.