L’AQUILA – Pugno di ferro del Pdl contro i ribelli, e ora le porte del partito azzurro minacciano di chiudersi anche in Abruzzo.

Il segretario nazionale, Angelino Alfano, ha infatti sospeso “in via immediata” dall’attività politica del partito 14 esponenti di Verona che, nei giorni scorsi, avevano esplicitamente annunciato la loro intenzione di voler costituire liste d’appoggio all’attuale sindaco, Flavio Tosi, che, bocciato dal Pdl, si candiderà di nuovo con una sua lista civica.

La posizione dei 14 sospesi, secondo Alfano, è in netto contrasto con la decisione presa dal Pdl di sostenere, alle prossime elezioni comunali, Luigi Castelletti come proprio candidato a sindaco di Verona.

E ora non è escluso che Alfano entri a gamba tesa anche sulla situazione dell’Aquila, dove il Pdl sta perdendo pezzi su pezzi, molti dei quali vanno verso altri partiti o sostengono altri progetti politici.

Le mosse della fronda sono state denunciate dal neo segretario provinciale, Alfonso Magliocco, che ha chiesto provvedimenti contro quelli che “in danno al partito ufficiale stanno costituendo liste civiche anche con simboli ingannevoli o addirittura stanno aderendo ad altri partiti”.

Addirittura un iscritto, Lorenzo D’Amico, figlio del direttore regionale di Confindustria, Giuseppe D’Amico, e molto vicino alle posizioni degli esponenti del partito di Berlusconi Salvatore e Roberto Santangelo, ha presentato un esposto al collegio dei probiviri chiedendo l’espulsione nientemeno che del presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi.

A suo dire, il governatore è colpevole di aver sposato la causa di Giorgio De Matteis, candidato di un progetto indipendente contro il partito ufficiale. (alb.or.)