L’AQUILA – Primi provvedimenti dopo il caso sollevato da AbruzzoWeb sulle palazzine situate all’interno della Guardia di Finanza, dove alcune stanze sono riservate ai lavoratori co.co.co. dell’Sge (nell’hotel ‘Pisa) mentre altre (hotel ‘Sassari’ e hotel ‘Firenze’) ospitano cittadini che dal post terremoto sono ancora senza casa.

Ed è rivolta degli stessi sfollati, ai quali è stato comunicato il trasferimento dal Firenze al Sassari e che dopo tre anni saranno costretti ad un nuovo cambiamento. Immediata la reazione, con una lettera al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e all’assessore con delega all’Assistenza alla popolazione Fabio Pelini, ai quali i residenti del Firenze chiedono di poter rimanere negli alloggi attuali.

“Perché si continua a giocare con noi terremotati e si continua a far finta di chiudere gli edifici adibiti ad hotel della Caserma GdF, mentre  essi restano aperti e funzionanti per il personale dei vari enti?” chiedono gli sfollati nella lettera.

Intanto il coordinatore della Struttura per la gestione dell’emergenza, Roberto Petullà, replica al nostro articolo affermando: “Trattamento a 5 stelle per i co.co.co.? Venite a vedere”.

Con una lettera sindaco e assessore hanno invitato il dirigente della Protezione civile a fare marcia indietro in merito alla decisione di chiusura dell’hotel Firenze: ” atti di forza come questo che puntano a razionalizzare le risorse senza però concertare gli interventi, finiscono per vanificare l’obiettivo di fornire condivise risposte alle esigenze dei cittadini”.

La situazione, comunque, è diventata incandescente e c’è il rischio di un ulteriore esasperazione degli animi che potrebbero sfociare in altre, clamorose, proteste nei prossimi giorni.

Interpellati sulla vicenda il commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi, ha dichiarato di non aver letto l’articolo mentre Pelini ha annunciato una nota in risposta all’appello lanciato dagli ospiti della Finanza.

LA LETTERA DEGLI SFOLLATI DELL’HOTEL FIRENZE A CIALENTE E PELINI

Egregi,siamo i cittadini residenti presso l’Hotel Firenze, Caserma  Guardia di Finanza-Coppito.    

Oggi abbiamo ricevuto le notifiche di lasciare il nostro hotel per trasferirci all’Hotel Sassari. Dopo mesi (anni) di tende e alberghi, ci si chiede l’ennesimo trasloco!  Siamo anziani, anche con difficoltà motorie, famiglie con bambini.  Ci si dice che “bisogna risparmiare”….ma sempre e soltanto sulla nostra pelle? 

Ci hanno mandato qui in Caserma “per risparmiare”. E adesso ci spostano di nuovo! Allora dateci le case!

Perché si continua a giocare con noi terremotati e si continua a far finta di chiudere gli edifici adibiti ad hotel della Caserma GdF, mentre  essi restano aperti e funzionanti per il personale dei vari enti?

Chiediamo di poter restare all’Hotel Firenze e che esso resti aperto e funzionante.

CIALENTE E PELINI: “NO AD ATTI DI FORZA”

“Apprendiamo dagli organi di informazione e soprattutto da numerosi cittadini, l’intenzione della S.V. di chiudere l’Hotel Firenze con conseguente trasferimento degli ospiti in un’altra struttura all’interno della Guardia di Finanza”.

Inizia così una lettera del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e dell’assessore all’Assistenza alla Popolazione Fabio Pelini inviata al coordinatore dell’Sge, Roberto Petullà.

Una missiva aperta in cui si chiede un dietrofront rispetto alla decisione di chiusura dell’hotel Firenze, una delle palazzine situata dentro la scuola delle Fiamme gialle di Coppito, assunta dalla Struttura per la gestione dell’emergenza e comunicata ai cittadini che vi sono ospiti.

“Come scrivono gli interessati in una lettera pubblica di appello,  si tratta di anziani spesso non deambulati, famiglie con bambini e persone con grave disagio economico e sociale sottoposte già nel tempo a numerosi  traslochi, prive della sicurezza e del calore di un’abitazione certa e stabile che, con infinita pazienza, aspettano fiduciosi un segnale dalle nostre amministrazioni per risolvere definitivamente la legittima richiesta di normalità”.

“Atti di forza come questo che puntano a razionalizzare le risorse senza però concertare gli interventi, finiscono per vanificare l’obiettivo di fornire condivise risposte alle esigenze dei cittadini”.

“L’ospitalità all’interno della Guardia di Finanza ci consente sia di poter risparmiare preziose risorse pubbliche che, e al contempo, con una spesa certo esigua rispetto agli oneri delle strutture ricettive alberghiere, di poter ospitare queste categorie di persone, vessate e poco considerate, in attesa della disponibilità di alloggi”.

“Si consideri in merito che contiamo, nelle prossime settimane, di liberare tutti gli alberghi e di trasferire, ove strettamente necessario, le persone ospitate proprio nelle strutture della Guardia di Finanza.  La chiusura dell’Hotel Firenze, tra l’altro, limita la possibilità di rispondere alle  quotidiane richieste di aiuto delle persone prive di assistenza, lavoro, speranze”. 

“Razionalizzazione e risparmio, obiettivi che accomunano le nostre attività, si realizzano con metodo consensuale e nel rispetto della dignità delle persone. Invitiamo  quindi l’avvocato Roberto Petullà, Coordinatore della Sge, a tornare sui propri passi evitando agli ospiti dell’Hotel Firenze di sentirsi ‘dei pacchi postali’ e consentendo inoltre al Comune dell’Aquila di poter contare ancora per qualche mese su una struttura per le emergenze assistenziali e sociali.

“La presente comunicazione sarà resa pubblica per rispondere alla richiesta di intervento dei cittadini . Certi di trovare la più ampia condivisione e comprensione, inviamo i più cordiali saluti”.

PETULLA’: “SERVIZIO A 5 STELLE? VENITE A VEDERE”

“Servizio a cinque stelle? Venite  a vedere”.

Risponde così il coordinatore dell’Sge, Roberto Petullà, all’articolo pubblicato da AbruzzoWeb sul trattamento di favore riservato ad alcuni dipendenti con contratto co.co.co. dell’Sge che utilizzano delle stanze situate in una palazzina all’interno della scuola della Guardia di Finanza a Coppito. Una realtà confermata e che, almeno stando a quanto spiega il dirigente del Dipartimento di Protezione civile, perfettamente regolare.

Alloggi che Petullà spera di poter liberare, interamente, a partire dal prossimo giugno, “ma molto dipende dai tempi di riparazione delle abitazioni”.

“Quello che dovevo dire l’ho già detto. Una cosa la posso dire: quando si trasferì qui la popolazione si diceva che non era un posto adeguato, ora leggere che c’è un servizio a cinque stelle fa sorridere. Ho una sola preoccupazione, ed è relativa agli sfollalti, perché di loro mi devo occupare: hanno un disagio rispetto a tanti altri cittadini, che magari sono in altre situazioni alloggiative o sono tornati nelle proprie case. E ieri, quando ho incontrato alcuni di loro, erano un po’ stizziti per aver letto del trattamento di lusso. Riporto il loro pensiero: venite a vedere”.

Le palazzine assegnate all’Sge e dove risiedono alcuni dipendenti in caso di necessità “sono le stesse dove vive la popolazione – dice – Non è il periodo di Bertolaso che aveva il suo appartamento o del G8 dove c’erano signori appartamenti. Sono le stesse stanze che utilizza la popolazione. Da qui a dargli un cinque stelle ne corre”.

Sulle ragioni che hanno portato la Struttura a dotarsi degli alloggi per il personale, Petullà spiega: “Ho dato delle risposte non alla Locomotiva ma ai cittadini che leggendo uno striscione potevano porsi delle domande. Noi abbiamo 8 stanze perché non facciamo gli stessi orari del Comune dell’Aquila, spesso rimaniamo qui fino alle 20.30 e oltre. Abbiamo una stanza per ogni funzione che possa servire per rimane fino a tardi, magari le otto e mezza o le nove di sera, magari da Chieti, Teramo o Pescara. Non c’è nessuno della provincia dell’Aquila. Se uno viene da fuori e per esigenze di servizio ha bisogno di fermarsi non posso dire ‘fermati fino alle 8 e mezza poi riparti e il giorno dopo stai qui alle 7’. Abbiamo un numero minimo di stanze per chi viene da fuori”.

Nessuna anomalia, dunque, per il responsabile Sge che ha voluto rimarcare anche un altro punto, quello relativo alla mensa: “dove mangiano solamente gli sfollati, che per raggiungerla devono fare almeno 300 metri di strada a piedi tutti i giorni, sotto il sole o con il freddo”.

Sui rapporti con la Guardia di Finanza che ospita sfollati e uffici, Petullà ha chiosato: “Contiamo di liberare tutti gli uffici entro il 15 aprile e di trasferirci nell’ex Isef. L’auspicio è di riconsegnare tutte le palazzine entro giugno, ma non dipende solo dall’Sge: se non termineranno i lavori di riparazione delle case degli sfollati non potremo liberare le palazzine” dove, per inciso, sono 126 i posti letto a disposizione inutilizzati mentre ci sono ancora circa un centinaio di persone ancora ospiti negli alberghi e le strutture ricettive.

Il malumore per l’articolo, insomma, è nato soprattutto tra chi da tre anni aspetta di tornare a casa: “perché già stare qui, specie per gli anziani, non è la cosa ottimale. Ricordo quando dalla Campomizzi dovevamo trasferire le persone qui. Allora si parlò di deportazione. Oggi di cinque stelle. Magari la verità sta nel mezzo, come in tutte le cose”.

Raggiunto telefonicamente il commissario per la ricostrruzione, Gianni Chiodi, non si è espresso sulla vicenda perché non ha avuto modo “di leggere l’articolo”.  l’assessore comunale con delega all’assistenza alla Popolazione Fabio Pelini ha annunciato un comunicato in risposta all’appello lanciato dagli ospiti dell’hotel Firenze che verranno trasferiti al Sassari.