PESCARA “La bella puntata della trasmissione di Riccardo Iacona Presa Diretta dedicata alla cementificazione selvaggia del nostro paese meriterebbe un’appendice abruzzese. Infatti la nostra Regione, soprattutto sulla costa, è oggetto di un’aggressione della speculazione edilizia che merita il massimo di attenzione”.
Lo dice il capogruppo regionale di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo.
“Se a Ischia fanno gli abusi, da noi grazie all’attivismo di sindaci, consigli comunali e con la complicità della Regione si costruisce ovunque ma in maniera formalmente legale persino sulle aree di tutela paesaggistica – aggiunge Acerbo – Se in Lombardia si usano espedienti vari per aggirare il Piano cave, in Abruzzo non ce n’è bisogno visto che il Piano cave non c’è proprio”.
“Gli abruzzesi sono più furbi degli ischitani: perché fare abusi se si può facilmente chiedere e ottenere dal Comune e dalla Regione lo stralcio di un’area dal piano paesistico? È quello che accade sistematicamente da anni in Abruzzo – spiega l’esponente di Prc – grazie a un’interpretazione piuttosto discutibile delle leggi vigenti che ha goduto di una complicità bipartisan”.
“Dopo l’albergo sulla spiaggia a Francavilla e il centro commerciale in zona di esondazione del fiume Pescara ora altre strutture commerciali sorgeranno lungo la statale adriatica in zona paesistica a Silvi – afferma Acerbo – Domani torna in Consiglio regionale la variante al Piano paesistico regionale proposta dal Comune di Silvi al fine di rendere edificabili aree al momento vincolate”.
“Da quando sono stato eletto in Consiglio Regionale contesto la prassi consolidata ma arbitraria per la quale i Comuni, con il beneplacito della Regione, eliminano i vincoli sulle zone A e B del Piano paesistico e pongo la questione dell’assoluta superficialità con cui il settore competente e il Consiglio avallano le richieste dei Comuni di cementificare aree paesistiche – dice ancora Acerbo – Tali modifiche sulla base della normativa vigente dovrebbero essere autorizzate nel caso di palese incongruenza tra lo strumento pianificatorio regionale e l’effettivo stato dei luoghi”.
“Nel caso di Silvi – ritiene il capogruppo di Rifondazione – è evidente che si tratta di una mera operazione di valorizzazione immobiliarista di aree finora sottratte alla cementificazione. Infatti per esempio vengono eliminati i vincoli sulle aree all’altezza della rotatoria sulla strada statale 16 all’imbocco della strada provinciale 553 per Atri. Un’area di indubbio pregio paesaggistico che consente dalla statale la vista delle pendici collinari verrebbe inesorabilmente cementificata. Si tratta di area di altissimo pregio paesaggistico proprio per l’altissima densità edificatoria del cosiddetto “corridoio adriatico”.
“Se domani il Consiglio regionale voterà il parere favorevole alle richieste del Comune di Silvi sarà aperta la strada alla realizzazione su quelle aree assai appetibili sulla Statale 16 dell’ennesimo centro commerciale. Su un’area che nel Piano territoriale provinciale è inquadrata come ‘zona B8 terreni agricoli periurbani con funzioni di riequilibrio ecologico rispetto all’area urbana’ (art. 23 Nta del Ptp) e che nel Piano paesistico regionale è in zona A3 conservazione parziale il sindaco, Gaetano Vallescura, e la sua maggioranza si preparano a far realizzare edilizia commerciale. Infatti già nel 2010 – ricorda Acerbo – il Comune di Silvi ha approvato lo schema di accordo procedimentale recependo la proposta di programma integrato di intervento di un privato che attende per completare l’iter il sì del Consiglio regionale”.
“Particolare che il sindaco Vallescura durante le audizioni in commissione aveva prima dimenticato di comunicare e sul quale poi ha glissato. Faccio notare che il sindaco è stato ascoltato dalla commissione per ben due volte consecutive per caldeggiare il provvedimento mentre è stata negata l’audizione alle associazioni ambientaliste che ne avevano fatto richiesta. Ricordo che l’approvazione del Consiglio regionale è imprescindibile – conclude Acerbo – e quindi ogni singolo consigliere regionale è responsabile”.





