L’AQUILA – Dopo gara incandescente con tanto di ingresso in sala stampa accompagnato dalle urla dei giocatori dell’Arzanese rimasti a guardare, assieme all’espulso allenatore Francesco Fabiano, che tentavano di rientrare negli spogliatoi dalla porta della tribuna.

Insulti, grida e allusioni al termine di un match rovente condizionato da una terna non in giornata o, come sosterranno alcuni protagonisti dell’Aquila Calcio, caratterizzata da assistenti della stessa provenienza di dirette concorrenti, vedi Perugia.

Dopo la sceneggiata del trainer ospite “Non sapete stare al risultato, all’andata dopo la vostra vittoria vi abbiamo offerto anche il caffè”, torna la calma per lasciare spazio alle dichiarazioni del presidente ospite Umberto Serrao, che fanno interrogare i più.

“L’arbitro – dice – ha sbagliato e indovinato per entrambe le squadre e non ha affatto influito sull’esito della gara. La squadra nonostante il doppio svantaggio ci ha creduto e ha tenuto duro, abbiamo fatto noi la partita”.

Mentre l’Arzanese torna a casa con un punto d’oro a cui avrebbe messo la firma prima del fischio iniziale, il responsabile dell’area tecnica rossoblù, Ercole Di Nicola, prima di partire per Milano per il rush “finale” del calciomercato è un fiume in piena, ma è troppo “arrabbiato” per parlare di eventuali movimenti.

“È vergognoso – esordisce – ci hanno massacrato. Sembrava tutto semplice, poi ci siamo innervositi e siamo caduti nel loro tranello. Una giornata storta può capitare a tutti, ma il guardalinee che era sotto la tribuna è di Perugia…”.

“Il campionato – sottolinea – vogliamo vincerlo o perderlo sul campo. Perugia e Catanzaro devono avere a che fare con me e non mi interessa se andrò incontro a squalifiche. Sono disgustato, queste squadre possono ambire alla promozione, ma sul campo”.

Espulso assieme al collega Fabiano al rientro negli spogliatoi dopo il primo tempo, il mister dell’Aquila, Maurizio Ianni, sostiene che lo “spartiacque” della gara sia stato il generoso rosso a Mirco Ruggiero (al 15′ della ripresa, ndr).

“La partita – afferma – è stata condizionata da alcune decisioni arbitrali e c’è stato anche troppo nervosismo. La designazione è composta da persone provenienti da città nostre concorrenti e credo che un singolo errore ci può stare, mentre più errori facciano pensare alla malafede. Con il proprio atteggiamento la terna ha fatto la partita. Incominciamo a dare fastidio a qualcuno”.

Su una probabile partenza di Giuseppe Giglio, unico attaccante del tridente rimasto oggi a bocca asciutta, beccato in tribuna da qualche tifoso per qualche intervento non ottimale Ianni preferisce parlare della prestazione del numero “9” rossoblù. “Ha fatto una buona partita – dice – è normale che con il nostro gioco l’attaccante centrale sia quello più sacrificato”.