L’AQUILA – Stretta della Corte dei conti sulle consulenze per ricostruzione del “cratere”.

A renderlo noto è il quotidiano Il Messaggero, che annuncia la bocciatura di quattro incarichi legati alla struttura tecnica di missione.

La Corte riafferma anche un importante principio: nelle materie in cui le ordinanze hanno già legiferato, il commissario, Gianni Chiodi, non può assegnare consulenze con affidamento diretto. Nè tantomeno, dicono i giudici, può farlo Gaetano Fontana, coordinatore Stm.

BOCCIATI I SAGGI

La magistratura contabile ha detto no alla nomina di Giovanni Croscioni (aspetti di pianificazione e urbanistica), Paolo Stella Richter (aspetti giuridici e amministrativi), Aldo Bonomi (aspetti sociologici) e Paolo Leon (aspetti economomico-finanziari).

Da notare che due delle consulenze bloccate, quelle di Bonomi e Leon, si riferiscono alla squadra di “quattro saggi” presentata nel luglio del 2010 e che, come testimoniato da AbruzzoWeb nella sua inchiesta sui costi della governance, un anno dopo esatto avevano incassato compensi per 50 mila euro, producendo pochino.

LE CONTESTAZIONI A STM E A GAETANO FONTANA

Secondo l’ufficio di controllo della Corte dei conti, ci sarebbero irregolarità su vari aspetti.

Primo la violazione dei limiti di composizione della Stm, massimo 15 persone provenienti da pubblici uffici e il resto da assumere a tempo determinato.

Secondo, la tipologia di contratto, “non riconducibili ad appalti di servizi, lavori o forniture” ma a “collaborazioni professionali”.

Terza e quarta contestazione, un incarico troppo generico, così come la previsione di spesa, si ravvisa infatti una “mancata quantificazione”.

La quinta e ultima contestazione è al coordinatore Fontana che, essendo un delegato del commissario Chiodi, “non può a sua volta conferire incarichi”.

Rilievi ritenuti validi dalla Corte, secondo la quale le quattro consulenze non svolgono servizi ma “prestazioni intellettuali” e quindi necessitano contratti di “collaborazione professionale”.

LO STOP A CHIODI

L’ultimo stop, secondo quanto reso noto dal quotidiano romano, è direttamente per Chiodi: “Il sistema non prevede la possibilità di servirsi di consulenti, sia pure altamente qualificati e con affidamento diretto, nelle materie nelle quali le ordinanze hanno già supportato adeguatamente il commissario”. (red)