L’AQUILA – “Tutto quello che posso dire è che abbiamo proceduto in base alle ordinanze. A questo punto l’unica cosa che possiamo fare è dare tutte le carte ai magistrati che accerteranno eventuali responsabilità”.

È quanto dichiara il vice commissario per i Beni culturali, Luciano Marchetti, riguardo la sospensione dei lavori di messa in sicurezza della chiesetta della Madonna Fore, ordinata dal soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici per l’Abruzzo, Luca Maggi e arrivato al Comune e ai vigili urbani. Si tratta del primo scontro pubblico tra Soprintendenza e vice commissario, tra cui da tempo è in atto una guerra sotterranea causata da una sovrapposizione confusionaria di competenze divise tra la gestione delle procedure ordinarie e quelle emergenziali.

A conferma di ciò Marchetti indica all’origine di tutto una “burocrazia che spaventa”. “Abbiamo inviato diverse note alla Soprintendenza, citando le ordinanze. Finché c’è lo stato di emergenza, infatti – ha ribadito Marchetti – si deve procedere in base a queste. Alle nostre note però la Soprintendenza non ha mai risposto”.

Sul mancato parere preventivo richiesto alla direzione regionale dei Beni culturali, alla base della decisione di sospendere i lavori, Marchetti è categorico: “La direzione regionale non c’entra nulla. I motivi dell’ordine? Chiedete a Comune e Soprintendenza, io non ne so nulla”.
 
Il provvedimento di Maggi non è stato inviato alla struttura di Marchetti ma solo alla Confraternita dell’Addolorata, che gestisce l’immobile, al direttore dei lavori, all’ufficio tecnico comunale e al comando della Polizia municipale. (e.m.)