L’AQUILA – “L’Aquila è uno dei segnali più evidenti del fallimento della politica di questo governo”.
Lo ha detto all’Aquila la vice presidente della Camera dei deputati e presidente dell’Assemblea nazionale del Partito democratico, Rosy Bindi, a margine della presentazione del secondo numero della pubblicazione Progetto città – Quaderni del dopo terremoto, che si è svolto alla Casa del volontariato e dell’associazionismo.
Sul blocco del processo della ricostruzione, la Bindi ha detto: “La responsabilità di questa situazione è del governo nazionale e di quello regionale”.
“Da tempo – ha sottolineato la Bindi – abbiamo proposto l’imposizione di una tassa di scopo per L’Aquila, perché senza risorse la ricostruzione non può ripartire”.
“Il fatto che questa città – ha aggiunto – è stata il teatro di una grande riunione a livello internazionale (Il riferimento è al G8 del 2009, ndr) ma poi la situazione è quella che vediamo oggi, è la prova che ci sono gli effetti speciali ma non c’è la capacità di prendersi a cuore i problemi del Paese”.
In relazione alle elezioni comunali dell’Aquila della prossima primavera, invece, la Bindi ha aggirato la domanda: “Ho stima del sindaco, Massimo Cialente, ma non entro nel merito delle scelte fatte dal partito a livello aquilano”.
Nel pomeriggio, infatti, il primo cittadino del capoluogo ha sciolto la riserva rispetto alla sua volontà di candidarsi alle primarie del centrosinistra, ratificata da una riunione con i vertici regionali del Pd cui erano presenti il deputato Giovanni Lolli, da più parti indicato come il possibile competitore di Cialente, il segretario abruzzese, Silvio Paolucci, quello provinciale, Mario Mazzetti, e il direttivo locale democrat.
Un ultimo passaggio, la vice presidente della Camera, l’ha fatto sull’alluvione che ha colpito Liguria e Toscana: “Nonostante la crisi le risorse nel Paese ci sono, vanno trovate e impegnate per le emergenze”.
RICOSTRUZIONE MATERIALE ED ECONOMICA: “DATI ALLARMANTI”
L’uscita del secondo numero della pubblicazione Progetto città – Quaderni del dopo terremoto, ideata e coordinata da Marino Bruno e dal professor Carlo De Matteis, ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi dell’Aquila, è stata l’occasione per affrontare e discutere i problemi della ricostruzione fisica, sociale e del lavoro dell’Aquila in una tavola rotonda a cui hanno preso parte esponenti del mondo accademico, industriale e sindacale locale.
Il quadro che emerge da questo secondo numero, che contiene i contributi di circa 30 “addetti ai lavori”nelle diverse attività e discipline coinvolte nel processo di ricostruzione, è allarmante. “Se la ricostruzione materiale è ancora ferma, quella sociale ed economica è in una situazione altrettanto preoccupante”, ha affermato Marino Bruno, che ha anche snocciolato dati allarmanti sull’occupazione.
“Ci sono 1.377 persone nelle liste di mobilità – ha detto – 9 mila usufruiscono di ammortizzatori sociali, oltre 5 mila hanno perso il lavoro. Per la cassa integrazione straordinaria si stima una crescita di oltre il 52 per cento, per quella in deroga è previsto addirittura un +289 per cento”.
Il professor De Matteis ha parlato di un processo di ricostruzione “lento, che langue”, e ha proposto una soluzione che venga dal basso. “Bisogna mobilitare la collettività – ha sottolineato – sono in cittadini che devono dare la spinta che stimoli chi sta in alto”.
Alla tavola rotonda, oltre Rosy Bindi, a cui sono state affidate le conclusioni del dibattito, ha partecipato anche Paola Inverardi, preside della facoltà di Scienze dell’Università dell’Aquila, che ha approfondito il tema del futuro della città legato alo sviluppo dell’Università.
“È ancora possibile – ha affermato – ipotizzare un progetto che valorizzi il patrimonio di competenze sviluppate dalla nostra Università che solo limitatamente interagisca con il processo di ricostruzione. L’Università deve costruire la sua credibilità aprendo collaborazioni con l’esterno, oltre i confini regionali”.
Al dibattito hanno preso parte anche Alessandra Rossi, presidente Giovani Industriali L’Aquila, Rita Innocenzi, segretaria generale Fillea Cgil dell’Aquila, Lina Calandra, docente di geografia Università dell’Aquila, Betty Leone, della presidenza nazionale Sinistra Ecologia Libertà e Isabella Tomassi, dell’associazione Misa di Pescomaggiore.



