L’AQUILA – Attacco frontale di Fli nei confronti del Pdl aquilano.

In una nota il capgruppo in Consiglio comunale, Enrico Verini, e il consigliere Maurizio Leopardi denunciano “l’appiattimento” del partito del partito azzurro “su posizioni erette da Celano (L’Aquila) e Teramo”.

Evidente il riferimento al coordinatore regionale Pdl, il senatore Filippo Piccone, e il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi.

Verini e Leopardi rivolgono un appello “ai moderati” della città ad avvicinarsi al loro partito “di fronte all’assenza del Pdl”.

LA NOTA INTEGRALE DI VERINI E LEOPARDI

“Assistiamo, in silenzio fino ad oggi, al suicidio tattico di un’area moderata, costruita in questi anni di onesta opposizione nostra e di pochi altri a dire il vero, e presente storicamente nelle coscienze del tessuto aquilano.
Il suicidio è perpetrato dal partito che, più per i numeri teorici che possiede che per la capacità di indicare proposte e prospettive per la città, avrebbe avuto la responsabilità morale di coordinare le varie sfaccettatura di quella vasta area di riferimento non di sinistra; parliamo dunque del  Pdl”.

“Il Pdl che in città, fatta salva l’opera di pochi suoi rappresentanti, è totalmente appiattito su posizioni, peraltro latitanti, etero dirette da Celano e da Teramo”.

“Insomma, una mortificazione del nostro territorio che da quelle latitudini non viene giudicato in grado di provvedere a se stesso e che si intende incapace di esprimere una qualsivoglia potenzialità di amministrarsi, commissariato politicamente in ogni sua scelta, e poi dimenticato salvo che nei momenti elettorali”.

“L’ennesimo furto ai danni del nostro capoluogo aggredito nei fatti e nelle parole degli esponenti celanesi e teramani Piccone e Chiodi, visto da loro solo come terreno di conquista o campo di battaglia politica da sacrificare agli interessi di quei territori che nulla hanno a che fare con l’interesse genuino della nostra città”.

“Noi di Fli siamo stufi, come credo tanti aquilani, di assistere a tutto ciò in silenzio e da oggi diciamo basta in maniera chiara; a L’Aquila crediamo che sia necessaria una presa di coscienza locale, ben sapendo che la città non può essere ricostruita se non dagli stessi aquilani”.

“E a noi spetta anche decidere come, decidere chi deve rappresentarci, chi deve coordinarci. La nostra città va aperta alle idee e alle professionalità che arricchiscono, ma va decisamente chiusa, sbarrata a chi  vuole lucrare, politicamente e non, sulle sue disgrazie e sulla sua debolezza politica”.

“Rifiutiamo assolutamente anche il tentativo di tali esponenti, di utilizzare cavalli di troia aquilani, anche capaci e onesti, ma che se scelti da loro e dalle loro logiche, mai saranno liberi di essere rappresentanti veri e difensori delle aspirazioni della nostra L’Aquila”.

“Qualcuno di tali esponenti del pdl celanese e teramano, o più probabilmente qualche suo alleato aquilano, ci risponderà che questi discorsi sono campanilistici.. anticipiamo le loro obiezioni e rispondiamo che certamente amiamo i nostri campanili, anche quelli crollati, che non ce ne vergogniamo, che non accetteremo mai di assoggettarci e che in città vogliamo essere e saremo un punto di riferimento per tutti coloro che prima di tutto sono aquilani e poi moderati”.

“Senza offesa per Teramo e Celano, noi siamo il capoluogo e  non lo svenderemo per qualche poltroncina inutile”.

“Di fronte all’assenza di un Pdl credibile, siamo la vera alternativa aquilana, per tutti i moderati che la pensano come noi sui temi concreti da affrontare nel prossimo futuro”.