L’AQUILA – È un’abitazione ristrutturata post-sisma in via Antica Arischia, nel quartiere aquilano di Pettino, di proprietà di una nota famiglia di avvocati locali, ad essere finita nel mirino della Procura della Repubblica dell’Aquila che sull’indebita percezione di contributi a danno dello Stato nel post-terremoto aquilano ha chiuso le indagini preliminari, affidate agli agenti di polizia giudiziaria della polizia municipale del maggiore Patrizia Galassi, nei confronti di Paola Bellisari, 59 anni, e del figlio Vittorio Cobianchi Bellisari, 28 anni.
La posizione di una terza persona è tuttora al vaglio degli investigatori.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Centro, nel ‘pentolone’, che potrebbe esplodere provocando un vero e proprio ciclone, ci sarebbero 1.700 pratiche ballerine “magari con uno, o più, suggeritori occulti che avrebbero indicato il percorso da seguire per arrivare dritto dritto fino ai soldi della ricostruzione”.
Insomma, case vuote, in certi casi persino diroccate, rifatte coi soldi pubblici, demolizioni e ricostruzioni, ma anche il ricco indennizzo per l’abitazione equivalente.
Sempre secondo quanto riportato dal quotidiano abruzzese, il filone investigativo prende le mosse dall’intuizione del colonnello Ernesto Grippo, già comandante della polizia municipale, di creare per la prima volta nel capoluogo abruzzese il nucleo di polizia edilizia per infrenare i tanti, troppi abusi edilizi che hanno caratterizzato sia la primissima fase post-emergenziale sia quella successiva.






