L’AQUILA – Si accendono le polemiche sulla manovra finanziaria varata dal governo.
Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, la definisce “troppo onerosa per gli Enti Locali e, in particolare, per le Regioni” tanto da mettere “in discussione la sostenibilità dei servizi essenziali: sanità e trasporto pubblico locale”.
Critiche alla finanziaria arrivano anche dal deputato aquilano del Partito democratico Giovanni Lolli, che in una nota parla di “inaudita differenza di trattamento” tra Lampedusa, dove la proroga della sospensione del pagamento di tasse e contributi per i cittadini è fissata al 30 giugno 2012 (un anno e mezzo di sospensione, dunque) e la città dell’Aquila, dove “le tasse sono rimaste sospese per un solo anno e a partire da novembre 2011 si pretende addirittura la restituzione del 100 per cento di quanto sospeso”.
CHIODI: “MANOVRA TROPPO ONEROSA PER LE REGIONI”
“La manovra finanziaria è troppo onerosa per gli Enti Locali e, in particolare, per le Regioni. Il giudizio della Conferenza delle Regioni è stato unanimemente di forte preoccupazione, perché, si traduce in un taglio ai servizi per depauperare realtà già allo stremo delle forze e minaccia l’attuazione del federalismo”.
È il commento del presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, alla manovra finanziaria varata dal Governo.
“Si tratta – ha aggiunto il presidente Chiodi – di una discriminazione ingiusta che riteniamo inaccettabile e per la quale pensiamo a iniziative comuni da mettere in campo per aprire questo confronto con il Governo. L’Abruzzo già da tempo ha intrapreso la strada del risanamento finanziario con grande rigore e determinazione dando prova di essere una regione prudente, efficiente e ben avviata verso un percorso virtuoso”.
“Alla luce di questi nuovi dettami – ha concluso – si rischia di far pagare agli abruzzesi un prezzo troppo alto. Ognuno, dunque, faccia la sua parte in uno sforzo congiunto cercando di imboccare la medesima direzione di marcia. Questa manovra mette in discussione la sostenibilità dei servizi essenziali: sanità e trasporto pubblico locale. Occorre modificarla per renderla più obiettiva e più vicina ai cittadini senza tuttavia penalizzare la ripresa economica”.
LOLLI (PD): “TRA LAMPEDUSA E L’AQUILA INAUDITA DIFFERENZA DI TRATTAMENTO”
L’AQUILA – “Sono contento per i cittadini di Lampedusa ma registro l’inaudita differenza di trattamento tra il, pur serio, problema di Lampedusa e la tragedia aquilana. All’Aquila le tasse sono rimaste sospese per un solo anno e a partire da novembre 2011 si pretende addirittura la restituzione del 100 per cento di quanto sospeso, mentre in altre regioni colpite da eventi sismici la restituzione è avvenuta molti anni dopo l’evento e nella misura del 40 per cento”.
È quanto scrive in una nota il deputato aquilano del Partito democratico Giovanni Lolli, che dice di apprendere “dalla stampa di oggi che nella manovra economica varata dal Governo è presente la proroga della sospensione del pagamento di tasse e contributi per i cittadini di Lampedusa fino al 30 giugno 2012. La sospensione avviata a partire dal gennaio 2010 raggiungerà, dunque, l’anno e mezzo”.
“Il Governo per L’Aquila ha fatto riferimento a un problema di bilancio – prosegue Lolli – Registro che il problema di bilancio vale solo per noi. Vale all’Aquila ma non a Lampedusa o in Veneto. D’altra parte questa vicenda ricorda la tassa di scopo che ci hanno sempre dichiarato come impossibile da realizzare per L’Aquila salvo poi istituirla per Pompei”.
“Vorrei sapere – conclude il senatore – cosa altro devono farci perché si prenda atto tutti quanti che ci stanno trattando come cittadini di serie B e che in questo stato di cose non è nostro diritto ma nostro dovere reagire con una protesta ferma, democratica e unitaria”.






