L’AQUILA – È ancora polemica sulle politiche per il rilancio del turismo in Abruzzo: mentre Federalberghi L’Aquila si dissocia dalla denuncia fatta da un gruppo di albergatori, che hanno preferito mantenere l’anonimato, sulla mancanza da parte della Regione di strategie per il rilancio del settore il Centro turistico del Gran Sasso, che gestisce gli impianti di risalita a Campo Imperatore, potrebbe mettere in vendita 153.846 nuove azioni della società, ognuna dal valore di 52 euro, per effettuare un aumento di capitale necessario per la sopravvivenza dell’azienda e dei posti di lavoro.
Soldi freschi per poter consentire all’ex municipalizzata di rimanere appetibile in vista di una vendita ad un soggetto privato e scongiurare ogni ipotesi di scioglimento della società.
Sul fronte albergatori, intanto, l’assessore Mauro Di Dalmazio ha dichiarato ad Abruzzoweb di non voler rispondere alle dichiarazioni degli albergatori, che pure hanno inviato delle lettere di lamentele in Regione, perché non sa “chi sono i suoi interlocutori”, senza preoccuparsi di spiegare se un problema sul marketing turistico abruzzese esista o meno.
Dal canto suo, Federalberghi L’Aquila, da un lato si dissocia dalle critiche all’assessore regionale, mentre dall’altro stigmatizza l’atteggiamento del Comune dell’Aquila, poco attento alle politiche per il turismo nella città colpita dal terremoto.
CTGS: MICONI, “È IL MOMENTO DELLE SCELTE”
L’AQUILA – È convocata per martedì 5 luglio la seconda convocazione del consiglio d’amministrazione del Centro turistico del Gran Sasso.
In quell’occasione verrà valutata l’ipotesi di aumento di capitale della società ex municipalizzata attraverso l’emissione di nuove azioni per il reperimento di fondi necessari per le esigenze più impellenti e per la programmazione dell’attività a medio lungo termine.
Nell’immediato è necessario reperire quattro milioni di euro: sia per la messa in ordine dei conti, per le opere di manutenzione ordinaria delle strutture nonché dell’albergo di Campo Imperatore sul quale, comunque, esiste un contenzioso tra gestori e Ctgs per la gestione davanti al Tar.
Altri quattro milioni, invece, saranno necessari per il prossimo anno, quando sarà necessario effettuare la revisione ventennale dell’impianto di risalita della seggiovia delle Fontari. Più ampio il discorso riferito ai circa 17 milioni occorrenti per la realizzazione del “Piano d’area”, con la realizzazione di nuovi impianti e il potenziamento dell’offerta turistico-ricettiva.
Il futuro dell’azienda, come dichiara il presidente del cda Vittorio Miconi, è legato alla privatizzazione, invocata dal Consiglio comunale con due distinte deliberazioni già approvate.
“È il momento delle scelte non più derogabili – spiega – Dopo i problemi legati al terremoto e alla manutenzione ventennale della funivia adesso bisogna pianificare il futuro. Il mandato del cda era di predisporre tutti gli atti necessari alla vendita, ma è il proprietario, in questo caso il Comune, che dovrà avere l’ultima parola per la vendita del Centro turistico”.
In questi due anni sono diverse le offerte ricevute, “ma la più interessante è sicuramente quella di Invitalia. L’aumento di capitale sarà rivolto in prima battuta a soggetti pubblici e, solo eventualmente, ad altri soggetti terzi con evidenza pubblica. In questo modo le risorse andranno direttamente in capo al Centro turistico. Abbiamo proposto un aumento di capitale in più tranche”.
Sui conti dell’azienda Miconi è stato chiaro: “Il 2010 è stato chiuso sostanzialmente in pareggio, segno che è possibile effettuare una gestione virtuosa. I problemi più grandi sono legati al fatturato che la società: a causa della sua natura pubblica non ha la vocazione per il raggiungimento di buoni livelli di fatturato. Un problema che si può risolvere attraverso l’acquisto di un altro soggetto. La società, a mio avviso, rappresenta un gioiello da valorizzare che possiede potenzialità ancora tutte da sfruttare”. (g.a.)
LA NOTA DI FEDERALBERGHI L’AQUILA
“È apparso ieri su alcuni organi di informazione un comunicato attribuito ad un non meglio identificato gruppo di albergatori che protestavano contro l’Assessore Regionale al Turismo Mauro Di Dalmazio per l’assenza di qualsiasi tipo di strategia di marketing per promuovere l’immagine dell’Abruzzo”. E’ quanto si legge in una nota di Federalberghi L’Aquila.
“Riteniamo pertanto opportuno precisare che tale comunicazione è totalmente estranea alla nostra Associazione che, peraltro, nei giorni scorsi, ha rinunciato per protesta a partecipare a tavoli promossi dall’Aptr per stigmatizzare la drammatica situazione del turismo aquilano che attualmente non è in condizione di promuovere alcunché, considerata la scarsa attenzione e sensibilità dell’Amministrazione Comunale ed all’inefficiente gestione del Centro Turistico del Gran Sasso che, ormai da anni, penalizza fortemente le potenzialità turistiche dell’intero comprensorio aquilano”.
DI DALMAZIO NON REPLICA PERCHE’ NON CONOSCE I SUOI INTERLOCUTORI
“Non intendo replicare agli albergatori che protestano perché non so chi sono i miei interlocutori”.
Diplomatico l’assessore al Turismo, Mauro Di Dalmazio, all’indomani delle frustate ricevute da albergatori che, da quanto si è appreso, si sono lamentati in Regione per una strategia promozionale e di marketing che definiscono “un flop”.
“Non voglio alimentare polemiche, perché non servono”, taglia corto l’assessore, che si rifiuta anche di rispondere alla domanda se proprio sulla strategia abbia qualcosa da rimproverarsi o ritenga le sue scelte tutte valide: “Risponderò alle critiche, ma non a quell’intervento”, chiude. (alb.or.)






