L’AQUILA – Normativa sulla prevenzione del rischio sismico disattesa, una lettura spesso divergente dei fatti legati al terremoto da parte dei mass-media, le ripercussioni a livello psicologico dell’assenza totale del tessuto sociale determinato dalla scomposizione delle relazioni preesistenti.

È un’analisi multidisciplinare, condotta con un approccio scientifico quella offerta dal libro “Il terremoto dell’Aquila – analisi e riflessioni sull’emergenza” edito da L’Una (casa editrice dell’ateneo) e presentato oggi presso l’Auditorium Reiss Romoli del Rettorato dell’Università dell’Aquila.

Il volume si presenta come una raccolta di saggi curata dall’Osservatorio Universitario permanente sul terremoto, istituito nel 2009 per volontà del rettore, Ferdinando di Orio, per studiare i fenomeni successivi al sisma, indicare interventi a favore della rinascita della città e promuovere momenti pubblici di incontro, costituendo un canale di comunicazione tra l’Università e il tessuto sociale.

“All’indomani del terremoto – ha spiegato il rettore durante la presentazione del libro – ho pensato: ‘perché non mettere insieme un team di nostre professionalità che facesse osservazioni in maniera obiettiva, che ragionasse sui fatti con un approccio tecnico-scientifico?”.

“Un libro prezioso” lo ha definito il giornalista di Repubblica Giuseppe Caporale, intervenuto nella conferenza di presentazione del volume insieme allo storico Walter Cavalieri e al docente presso la Facoltà di Sociologia della Sapienza di Roma, Paolo De Nardis.

“Per la prima volta – ha aggiunto – l’Università prende una posizione sul terremoto e analizza ciò che è successo”.

Il volume si pone dunque come il primo frutto dell’attività dell’Osservatorio, presieduto dalla docente presso la Facoltà di Biotecnologie, Giuseppina Pitari, che nel suo saggio ha analizzato con un profondo senso civico gli interventi di emergenza nell’immediata fase del post-sisma e dei processi di ricostruzione avviati in seguito.

“Mi sono interessata alla legge regionale che disciplina le attività di protezione civile – ha affermato la professoressa Pitari – riscontrando come nulla di tutto quello che la legge prevede sia stato invece fatto all’Aquila in termini di prevenzione”.

Antonello Ciccozzi, ricercatore di antropologia culturale nonché membro dell’Osservatorio, ha invece affrontato le conseguenze socio-culturali che scaturiranno dagli esiti delle scelte urbanistiche, in primis quella delle cosiddette “new town”.

Un’altra analisi molto interessante è quella fatta dalla dottoressa Geraldina Roberti, ricercatrice in Sociologia generale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’ateneo aquilano, che ha analizzato la rappresentazione che i mass-media hanno diffuso della tragedia che ha colpito la popolazione aquilana.

Gli altri componenti dell’Osservatorio sul terremoto sono Vincenza Cofini, laureata in Scienze Statistiche e Attuariali, Simonetta D’Amico, professore associato alla Facoltà di Psicologia dell’Aquila, Marialisa Marianella, dirigente psicologo presso la Asl 1, la professoressa Anna Guerrieri, docente dell’area di matematica della facoltà di Scienze, e la studentessa Alessia Ettorre.

Nel libro c’è anche il contributo del professor Fabio Redi, docente di Archeologia Medievale all’Università dell’Aquila e dell’ex consigliere comunale Franco Colonna