PESCARA – L’Abruzzo è la regione italiana con la più alta incidenza dell’Irap sui redditi d’impresa e lavoro autonomo.
Lo rivela uno studio condotto dall’Ufficio politiche fiscali della Cna nazionale, che nel pomeriggio di oggi sarà presentato a Pescara, in occasione del forum “L’Abruzzo e le tasse: un freno allo sviluppo delle imprese” che si terrà nella sala Tosti, all’interno dell’Aurum, con inizio alle 17.30.
Secondo l’analisi condotta da Claudio Carpentieri su dati del 2008, il peso dell’imposta regionale sulle attività produttive incide in Abruzzo per il 9.42 per cento sui redditi delle imprese e dei lavoratori autonomi, con oltre 311 mila euro su un reddito medio di circa 3 milioni e mezzo; un record assoluto, visto che la pressione media esercitata sulle imprese italiane è pari all’8,66 per cento.
Complessivamente, l’insieme della tassazione applicata ai redditi delle imprese e dei professionisti abruzzesi (Irpef e relative addizionali, Ires, Irap) ammonta a circa il 35 per cento del reddito totale.
Abruzzo, insomma, protagonista di un vero e proprio caso nazionale, anche in considerazione del fatto che nelle altre regioni gravate dal debito della sanità – Lazio, Campania, Molise – e dunque costrette ad applicare addizionali sull’Irap – l’incidenza sul reddito di imprese e professionisti risulta comunque inferiore a quella abruzzese, con le prevedibili conseguenze negative sulla capacità delle imprese della nostra regione di competere sui diversi mercati.
Al confronto sulla fiscalità e l’Abruzzo, nel dibattito introdotto dal presidente regionale Italo Lupo e coordinato dal giornalista del quotidiano economico Il Sole 24 Ore, Marco Bellinazzo, prenderanno parte esponenti politici di primo piano, come i senatori Giovanni Legnini e Filippo Piccone, e figure istituzionali come l’assessore regionale al Bilancio, Carlo Masci, oltre al direttore regionale della Cna, Graziano Di Costanzo.






