L’AQUILA – L’avvocato aquilano Francesco Rosettini è stato designato alla presidenza dell’Accademia dell’Immagine dell’Aquila, l’istituzione culturale nata nel 1993 su intuizione del direttore della fotografia premio Oscar Vittorio Storaro e di Gabriele Lucci, che ne è stato lo storico direttore generale.
La designazione è arrivata dal presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, che per legge è delegato alla scelta dei vertici.
La nomina vera e propria dovrebbe arrivare entro qualche giorno.
Secondo quanto si è appreso, il punto era sull’agenda da almeno 3 mesi, ma nel frattempo si è dovuta riepilogare tutta l’intricata vicenda dell’ente culturale al presidente Di Pangrazio.
“Al momento stiamo parlando di qualcosa che non esiste perché non c’è nomina – premette Rosettini ad AbruzzoWeb – Se sarà, per sarà di certo un compito improbo, con tante cose da vedere, una ricognizione totale della situazione da fare. Sentirò i soci e, una volta individuato il mandato che mi verrà dato, capirò qual è la loro volontà e mi metterò a disposizione”.
L’ente culturale vede attualmente come soci la Regione Abruzzo, la Provincia e il Comune dell’Aquila e l’istituto cinematografico “La lanterna magica” del capoluogo.
L’Accademia ha sfornato numerosi professionisti che oggi lavorano con successo nel cinema, come di recente Alessandro Palmerini, fonico premiato con il David di Donatello, ma negli anni ha perso smalto, accumulando debiti e andando definitivamente gambe all’aria con il terremoto del 6 aprile 2009, attirandosi inoltre, da sempre, le critiche di alcuni per essere considerata istituzione troppo vicina alla politica, e in particolare, al centrosinistra.
Anche per questo l’ex presidente della Regione, Gianni Chiodi, aveva deciso di metterla in liquidazione parlando di una “gestione clientelare e dissipatrice”.
Ma ora la mossa del centrosinistra tornato al governo sembra andare verso un’ipotesi di rilancio, come già fatto per la società Abruzzo Engineering, pure messa in liquidazione da Chiodi e ora oggetto di un salvataggio.
L’Accademia dovrà vedersela con la presenza quasi “doppiona” del Centro sperimentale di cinema di Roma che ha portato all’istituzione di un corso specifico di reportage nel capoluogo di regione.
Tra i temi caldi sul tavolo, anche la ricostruzione post-sisma della sede dell’ente, ormai fatiscente, ma che ha un valore stimato di 6 milioni di euro e oggi è di fatto l’unico bene a disposizione.



