GUARDIAGRELE – Il Tar ha accolto uno dei ricorsi promossi dal gruppo consiliare “Guardiagrele il bene in comune”.
Si tratta del ricorso presentato dagli esponenti del Tribunale del malato di Guardiagrele in supporto all’azione iniziata dal gruppo di centrosinistra.
La sentenza sancisce il principio per il quale il Programma Operativo è nullo perché contrario alle previsioni del Piano Sanitario del 2008.
“L’effetto della decisione – dice Gianna Di Crescenzo, consigliere comunale – appare dirompente perché sconfessa una volta per tutte l’operato di Chiodi che aveva sancito la chiusura dei piccoli ospedali. Il gruppo consiliare ‘Guardiagrele il bene in comune’, sin dal mese di agosto 2010 ha denunciato l’illegittimità del provvedimento agendo davanti al Tar; non si è arreso di fronte al rigetto della sospensiva ottenendo dal Consiglio di Stato una decisione che certamente ha aperto la strada alla sentenza di oggi”.
“La sorte di questo ricorso è unita a quella del ricorso dell’amministrazione comunale, ma è chiaro – prosegue Di Crescenzo – che il treno che ha investito la politica del centrodestra aveva nel gruppo ‘Guardiagrele il bene in comune’ la vera locomotiva. Dalla lettura della sentenza, nessuna delle alternative proposte dal ricorso dell’amministrazione ha avuto riscontro nei ragionamenti del Tar. Ora, finalmente, è chiaro che i reparti non potranno chiudere e che, anzi, tutto ciò che è stato tolto (personale, attrezzature…) dovrà essere restituito”.





