L’AQUILA – Un incontro urgente con il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, per discutere dell’emergenza legata alla mancata ripresa delle attività dei commercianti del centro storico ai quali, al contempo, sono giunte le richieste di pagamento di tasse, tributi e contributi.

E’ quello richiesto dal presidente e dal direttore di Confcommercio L’Aquila, Roberto Donatelli e Celso Cioni, con una lettera che riportiamo:

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Gentilissimo Presidente, ci rivolgiamo alla Sua cortese attenzione per sottoporLe un quadro d’insieme decisamente preoccupante, che riguarda numerose piccole e medie aziende che operavano nei Comuni del Cratere ed in particolare nel Capoluogo, le quali si sono rivolte alla nostra Organizzazione per rappresentare le loro motivate istanze.

In sintesi, si tratta di imprese commerciali ed artigianali che svolgevano le proprie attività in locali che, a causa del sisma, sono stati classificati non agibili e/o sono ubicati nelle c.d. “zone rosse”.

Considerata l’impossibilità di potersi rilocalizzare alla luce delle vigenti normative (peraltro da modificare con urgenza) o a causa di altri impedimenti oggettivi riconducibili agli effetti dell’evento sismico, tali aziende non hanno concretamente alcuna possibilità di riprendere lo svolgimento dell’attività d’impresa.

A tale situazione fa riscontro, assumendo dei connotati che si avvicinano all’assurdità, la richiesta si pagamento a vario titolo di tributi, tasse e contributi.

Ora, Gentilissimo Presidente, moltissimi di questi piccoli imprenditori spesso avvinti a preoccupazioni e sentimenti che si avvicinano alla disperazione, si sono rivolti nei giorni scorsi alle nostre sedi associative. Per questa ragione noi ci rivolgiamo alla Sua sensibile attenzione al fine di sottoporLe la necessità e l’urgenza di assumere ogni utile iniziativa prima che sia troppo tardi e che detti piccoli operatori possano trovarsi costretti a cessare definitivamente le proprie attività, cancellando oltre che le rispettive aziende dagli archivi camerali, anche un pezzo di storia socio-economica del Capoluogo d’Abruzzo e del suo Comprensorio inducendo, peraltro, moltissimi onesti e capaci imprenditori verso una china che noi tutti abbiamo il dovere di impedire ad ogni costo.

Signor Presidente, noi siamo convinti e fiduciosi che Lei non si sottrarrà al tentativo di individuare una qualche soluzione ad una problematica sociale ed economica particolarmente sentita e certamente giusta.

Restiamo a Sua totale disposizione per un incontro urgente e, in attesa di un gradito riscontro, inviamo i
nostri più cordiali saluti.