L’AQUILA – Presentato questa mattina all’Aquila nella sede della Giunta regionale a palazzo Silone, il volume e il dvd sulla ‘Microzonaziona sismica per la ricostruzione dell’area aquilana’, progetto iniziato a maggio del 2009, un mese dopo il sisma.

Presenti l’assessore regionale alla Protezione civile, Gianfranco Giuliante e il direttore dell’ufficio Rischio sismico e vulcanico del dipartimento della Protezione civile, il professor Mauro Dolce.

Si tratta di una serie di studi che seguono le indicazioni previste dall’articolo 13 dell’ordinanza n. 3772 del 19 maggio 2009 per valutare in modo approfondito le condizioni delle aree più piccole, le ‘micro zone’, sulle quali si deve ricostruire, grazie anche ai risultati intermedi e indagini sperimentali  effettuati, da allegare ai risultati finali di sintesi.

Il progetto è stato coordinato e condiviso, con un finanziamento di oltre 300 mila euro, dal dipartimento di Protezione civile nazionale e dalla Regione Abruzzo, in seguito all’approvazione degli ‘Indirizzi e criteri per la microzonazione sismica’ da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

“Lo studio ha rilevanza unica in campo nazionale e internazionale – si legge nel documento di presentazione – per la mole di dati raccolti, per il numero di ricercatori, di enti di ricerca, università e istituzioni coinvolte”.

A due anni di distanza dal sisma, lo studio è arrivato al livello 3 di microzonazione, il massimo previsto dagli indirizzi nazionali.

Il “cratere aquilano”, in particolare, non ha porzioni significative di territorio “in cui sia da escludere l’edificabilità, né dissesti superficiali e cavità sotterranee, pure diffuse, sembrano aver contribuito in termini di pericolosità alle accelerazioni del moto del suolo”.

Ad oggi, i comuni ‘studiati’ sono 13, per realizzare il medesimo lavoro sugli altri si devono reperire ulteriori 300 mila euro.

“Un lavoro importantissimo – ha detto Giuliante – consultabile su internet per gli addetti ai lavori, dal gennaio del 2010, che ha portato alla creazione di uno strumento fondamentale, che ha coinvolto 150 tra tecnici, ricercatori e geologi di diverse università. Il progetto andrà esteso sia in Abruzzo, sia nelle altre regioni d’Italia”.

A tal proposito, si punta a far diventare il progetto uno strumento da utilizzare obbligatoriamente, con una revisione della normativa sismica regionale attualmente in fase di valutazione.

“C’era la necessità di considerare le aree anche su scala ristretta – ha spiegato il professor Dolce, attualmente indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla commissione Grandi rischi – per valutare zone stabili e instabili. Lo stesso vale per tutte le altre regioni d’Italia per le quali è prevista una quota di finanziamento per la microzonazione”.