L’AQUILA – Sembra avere scatenato il caos all’interno dell’Associazione teatrale abruzzese e molisana (Atam) la sentenza del Tar che ne ha bocciato il ricorso contro il ministero per i Beni culturali per il taglio dei fondi necessari per il risanamento delle casse dell’ente, su cui grava un debito di 700 mila euro che la mette a rischio liquidazione.
Dopo l’intervista rilasciata ad AbruzzoWeb dalla dirigente Viviana Di Francesco che, proponendosi come tramite, aveva affermato “l’indisponibilità da parte del presidente Giulio Cesare Primerano e del direttore Carla Finarelli a rilasciare dichiarazioni prima della riunione del consiglio d’amministrazione”, la stessa Finarelli ha scritto un’email a questo giornale spiegando di non ricoprire più il ruolo di direttore, confermando nel contempo la confusione che regna all’interno dell’ente culturale.
“Non sono più direttore dell’Atam dal giorno 5 agosto – puntualizza – Il nuovo direttore è la collaboratrice dottoressa Viviana Di Francesco da voi intervistata”, che tuttavia al telefono con AbruzzoWeb, non ha rivelato il suo nuovo ruolo all’interno dell’associazione.
Sul sito ufficiale dell’Atam, inoltre, sotto la voce ‘contatti’, la Finarelli risulta ancora come il direttore dell’ente, affiancata nella gestione dal presidente Primerano.
Un caos organizzativo e gestionale interno all’Atam che si affianca alla crisi profonda per i circa 700 mila euro di debiti con “6 dipendenti che non percepiscono stipendio da 12 mesi”, come specifica l’a questo punto ex direttore.
“Quanto alle ‘bocche cucite’ , espressione dalla giornalista usata in merito alla mia persona, preciso che nessuno della vostra redazione mi ha mai richiesto opinioni di sorta o interviste”, sottolinea ancora la Finarelli, opinione richiesta da questo giornale alla funzionaria Di Francesco che, facendo da tramite, ha confermato il rifiuto di un’intervista da parte tanto di Primerano quanto della Finarelli. (m.gal.)



