L’AQUILA – “Dopo il sisma, L’Aquila, la città delle 99 fontane, chiese e piazze, sembra voler diventare anche la città delle rotatorie: 99 rotatorie… e un muro. Il muro, ovviamente, è stato opportunamente sistemato nel ripostiglio, in quella discarica di cemento e interessi personali che è il quartiere di Pettino”.
Questa la denuncia ironica e amara del gruppo di cittadini riuniti nel Tavolo di Pettino riguardo al contestatissimo “Vallo di Pettino”, lo spartitraffico realizzato all’incrocio tra la statale 80 e via Madonna di Pettino, che doveva essere una rotatoria ed è diventato invece un muro per mancanza di fondi.
Gli abitanti del popoloso quartiere della zona Ovest della città, quasi una frazione nei fatti, hanno già raccolto 2.500 firme per chiedere al Comune di rimuovere l’obbrobrio e realizzare una rotonda, com’era previsto all’inizio.
Anche perché quello è un muro che costringe a giri impensabili chi voglia transitare per quell’incrocio: giù fino alla rotatoria dell’ospedale San Salvatore e ritorno per svoltare a sinistra, per esempio.
Un muro che “divide” non solo geograficamente, ma anche socialmente il quartiere, tanto che una mano anonima con lo spray ha scritto “Berlino Est” e “Berlino Ovest” ai due lati dello spartitraffico di cemento, evocando un altro muro, tristemente ben più famoso.
“D’altronde – proseguono i cittadini inferociti – non possiamo non essere d’accordo con tale scelta: che effetto farebbe uno spartitraffico a prova di attacco nucleare davanti a Collemaggio o alla Fontana luminosa? Neanche a pensarci. A Pettino, invece, ci sta quasi bene: ogni località ha la sua vocazione, una caratteristica tipica che la rende unica, le conferisce un’identità; bene, Pettino ha la vocazione al cemento, quello armato”.
Ironie a parte, per i cittadini quello spartitraffico “è una soluzione senz’altro insoddisfacente, che crea rilevanti disagi non solo ai residenti, ma a chiunque deve transitare per lo svincolo murato; tutti egualmente costretti a percorrere – sottolineano – inutili chilometri per raggiungere case, scuole, posti di lavoro e servizi. Si tratta, inoltre, di una struttura orribile a vedersi, sovradimensionata rispetto all’obiettivo di impedire la svolta”.
La protesta dei residenti di Pettino si basa soprattutto sul fatto che in quell’incrocio la soluzione doveva essere ben diversa.
“E dire che il piano di emergenza per la mobilità, approvato dopo il sisma – ricordano quelli del Tavolo – prevedeva per l’anello costituito da via Madonna di Pettino, via della Comunità Europea, via Alessandro Manzoni e statale 80, quattro rotatorie: una per ogni svincolo. Al tempo, si badi bene, il relativo progetto è stato pubblicizzato con gigantografie collocate sulla Ss 80. Le quattro rotatorie, pertanto, erano state già progettate e, quindi, verosimilmente, ne era già stata vagliata la fattibilità dal punto di vista tecnico”.
Una rotatoria che, secondo gli insorti, “avrebbe senz’altro risolto il problema dello smistamento del traffico. Allora la domanda: perché non è stata realizzata? Finora il Comune non ha addotto alcuna perizia che certifichi la millantata impossibilità; solo chiacchiere, o meglio, balbettii. Non solo, allo stato non ci risulta sia stata presa alcuna decisione formale che disponga una variante all’originario progetto”.
Di qui la raccolta di firme, “più di 2.500”, del Tavolo di Pettino: lo scopo, “chiedere al Comune che venga rimosso lo spartitraffico e realizzata una rotatoria” e che “in ogni caso venga resa pubblica la perizia tecnica in cui si documenta la millantata impossibilità di realizzarla”. (alb.or.)
LA SOLIDARIETA’ AI CITTADINI DEL PDL
L’AQUILA – “Esprimo solidarietà ai cittadini di Pettino che hanno raccolto più di 2.500 firme allo scopo di chiedere al Comune la rimozione dello spartitraffico posto sulla ss 80 all’altezza di Via Madonna di Pettino e che divide orribilmente in due porzioni l’omonimo quartiere” così dichiara Ersilia Lancia, consigliere Pdl di V circoscrizione.
“Questa amministrazione deve far chiarezza e assumersi per una volta la responsabilità di una scelta chiara sulla vicenda” continua Lancia.
“La V circoscizione continua a dimostare indifferenza e disinteresse per i problemi del quartiere di Pettino, rinunciando a porsi quale luogo di necessario raccordo tra ente comunale e cittadinanza” denuncia Lancia.
“Per tale motivo chiederò nei prossimi giorni al Presidente di circoscizione di convocare urgentemente una riunione aperta alla cittadinanza nella quale gli organi preposti dovranno fornire chiare e dettagliate spiegazioni sulla vicenda del vallo di Pettino e della rotatoria mai realizzata” .
“Sarà questo un modo per costringere la circoscrizione a lavorare” ironizza la consigliera “visto che tutte le sedute ormai da lungo tempo vanno vergognosamente deserte, senza che il Presidente si decida ad adottare i provvedimenti del caso previsti dal regolamento”.
“ Questo comportamento irresponsabile e scellerato denota ancora una volta l’incapacità del centro sinistra cittadino, che a parole reclama maggior coinvolgimento nella governance della ricostruzione di L’Aquila ma che nei fatti non è capace di assicurarne neanche l’ordinaria amministrazione”.



