ANCONA – Con l’accusa di somministrazione di sostanze dopanti, il gup di Ancona Francesca Zagoreo ha rinviato a giudizio un farmacista senigalliese che nel 2009 cedette il medicinale Benfluorex al direttore sportivo di una squadra ciclistica abruzzese.

Il processo inizierà a Senigallia il 17 novembre. In giudizio si è costituito parte civile il Coni che chiede un risarcimento danni di 500 mila euro.

La sostanza è la stessa che costò a Marta Bastianelli, campionessa mondiale di ciclismo su strada 2007, l’esclusione dai Giochi Olimpici di Pechino nel 2008 e poi una squalifica di due anni da parte del tribunale arbitrale dello sport (Tas).

Il giudizio è uno stralcio di un procedimento in precedenza incardinato a Padova e nato da un’inchiesta sull’utilizzo di prodotti dopanti da parte di alcuni ciclisti professionisti.

Nel caso della Bastianelli, lei si giustificò dicendo di essersi rivolta al suo farmacista di fiducia per farsi preparare una mistura di erbe utile al drenaggio.

Ammise di aver visto il benfluorex tra i componenti del preparato ma questo non figurava tra le sostanze proibite.

Sostenne dunque di non poter sapere che alla base del Benfluorex ci fosse un principio attivo che avrebbe fatto scattare la positività delle analisi.

Stesso concetto sostiene la difesa del farmacista, rappresentata dall’avv. Corrado Canafoglia, secondo cui il farmaco non contenuto nella lista delle sostanze proibite non può essere considerato dopante e che la modica quantità di sostanza ceduta non era tale da far pensare alla cessione a scopo di doping.

A quanto pare l’acquirente aveva chiesto il preparato per ottenere una perdita di peso. Ora sarà il tribunale a giudicare circa la sussistenza del reato.