L’AQUILA – Continua il “totonomine”, anche se ci sono le prime decisioni, sulla squadra di fedelissimi che costituirà il nucleo principale al servizio del presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso.
Tra queste c’è un nome nuovo. Il giornalista pescarese Fabrizio Santamaita, esperto di scacchi e musicista, in particolare fino al 2012 è stato batterista del gruppo “Le storie infinite” che vede come voce e chitarra il pubblico ministero “nemico” Gennaro Varone, il pm delle inchieste che hanno coinvolto D’Alfonso: Housework (assolto in primo grado in attesa di Appello) e Mare-monti (il processo si è svolto oggi con rinvio a ottobre). Santamaita ha suonato anche nei “Diesis in Condotta” con un altro magistrato, Massimo De Cesare.
Ma gli incarichi sono per ora provvisori perché la famosa “quadra” deve essere ancora essere trovata, non solo a livello di uomini. Il riferimento è alla struttura del segretariato generale della presidenza della Giunta regionale, che prevede un mix tra figure interne all’ente e personaggi esterni, che potrebbe anche subire una modifica per essere adeguata al nuovo corso dalfonsiano.
Il complesso è formato da un segretariato generale più altre tre strutture speciali alle dipendenze del governatore, dove poter nominare direttamente persone di sua fiducia. Alcuni nomi sono confermati rispetto alle anticipazioni di AbruzzoWeb, ma c’è anche qualche novità.
Ancora dubbi sul segretario generale della Giunta, il vertice dell’apparato. La new entry è quella di Andrea Ciaffi, responsabile dell’area “Affari comunitari e internazionali” della Conferenza Stato-Regioni, alla quale D’Alfonso vorrebbe strappare il funzionario per farne il numero uno dei suoi fedelissimi.
Non è detto che il prescelto voglia passare da un ente sovraregionale a un’amministrazione singola e, oltretutto, ci sarebbero anche differenze retributive di un certo rilievo. Ma D’Alfonso è convinto di saper sfruttare il suo karma per convincere Ciaffi che è stato presentato ad alcuni consiglieri e stretti collaboratori.
In attesa di valutare la fattibilità del “colpo” di mercato, resta in piedi anche l’ipotesi dell’ex direttore generale del Comune di Pescara Antonio Dandolo, attualmente vice prefetto dirigente dell’area II (Raccordo con gli enti locali e consultazioni elettorali) della prefettura di Chieti.
Quanto alle altre tre sottostrutture che dipendono dal segretariato generale, confermate le indiscrezioni anticipate da questo giornale che vedono Claudio Ruffini al vertice della “Segreteria del presidente”, anche se sono sorti dubbi su una possibile incompatibilità sancita dalla legge anticorruzione dell’ex consigliere regionale del Partito democratico in virtù appunto del suo passato politico: si sta lavorando per fugarli oppure appianarli.
Per ora comunque Ruffini sta operando al fianco di D’Alfonso con un incarico provvisorio. Un altro collaboratore che sta già lavorando è Barbara Becchi, responsabile di una società di microcredito nonché presidente della “Scuola di Regione – alta formazione per le decisioni istituzionali” varata l’anno scorso dai dalfonsiani, che potrebbe andare alla guida della struttura “Attuazione del Programma di Governo e Controllo Strategico”.
Più incerta la nomina del possibile titolare della struttura “Coordinamento e Raccordo del Presidente”: secondo quanto si è appreso perde quota la candidatura dell’aquilano Vincenzo Rivera ma ancora non spuntano altri papabili.
Tra i collaboratori al lavoro con ritmi serratissimi nello staff del presidente con profili provvisori c’è Gianluca Baldini, vicino a D’Alfonso nell’estenuante campagna elettorale corredata da un giro di oltre 16 mila chilometri. Tra gli ‘interni”, infine, Paolo Minazzi, funzionario dell’avvocatura regionale.





