L’AQUILA – “Queste nuove funzioni fanno sì che il Corecom Abruzzo sia all’avanguardia quanto a tutela e correttezza dell’informazione. Una sicurezza maggiore soprattutto per i cittadini che hanno diritto a servizi ed a notizie imparziali e completi”.
È quanto affermato dal presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, nel corso della conferenza stampa che ha preceduto la firma della convenzione tra Agicom e Co.re.com. Abruzzo.
Chiodi ha fatto notare come la “firma”, all’Aquila, assuma un significato particolare e profondo. Per la prima volta, infatti, l’Agcom ha formalizzato un documento fuori dalla sede madre di Roma. Il Corecom Abruzzo, è stato detto, è “tra i più avanti, insieme ad altre 9 Regioni e Province autonome d’Italia”.
Nel 2010 i Corecom italiani hanno esaminato 48 mila istanze di conciliazione e quasi tremila istanze di risoluzione di controversie; di queste, oltre il 70 per cento ha avuto esito positivo, con un vantaggio economico per gli utenti di circa 10 milioni di euro. Nello stesso periodo, il Corecom Abruzzo ha esaminato 1.414 istanze, ha svolto 1.506 udienze, con una percentuale di accordi pari al 56 per cento.
Il presidente di Agicom, Corrado Calabrò, dal proprio canto, ha parlato di “ulteriore passo verso il decentramento delle funzioni dell’Agcom”; ha ribadito la necessità di “fare buone regole ma soprattutto di saperle adattare al territorio ed agli scenari in continuo movimento ed evoluzione”; ha esortato, infine, a “procedere celermente verso il completamento della digitalizzazione”.
Il presidente Chiodi ha ringraziato Calabrò “per la prudenza, sinonimo di saggezza, con cui esercita la funzione di Autorità garante, e per l’ordine che assicura alla comunicazione nella vita sociale ma anche politica”.
Un plauso anche per il presidente di Co.re.com. Filippo Lucci, che “ha portato ruolo e rango al Corecom Abruzzo”.
“In ogni campo – ha stigmatizzato poi – sono gli uomini che fanno la differenza. Possono esserci norme o regole ma sono le persone a garantirne la giusta attuazione. Dico sempre che proprio in ogni campo, non solo nella politica, si va dal delinquente allo statista”.
“Imparzialità e completezza” Chiodi ha chiesto, infine, a chi opera nell’informazione che “deve essere consapevole di avere una grande responsabilità”.






