PESCARA – Corsa contro il tempo in Abruzzo per recuperare il tempo perduto nell’attivazione del progetto europeo Garanzia giovani, che mette a disposizione al nostro Paese 1,5 miliardi, alla nostra Regione 31 milioni e 162 mila euro, per finanziare tirocini, apprendistato, bonus per assunzioni, auto-imprenditorialità, servizio civile, formazione professionale, a beneficio dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni, disoccupati e che non studiano.
I numeri del resto parlano chiaro: i giovani che hanno fatto finora richiesta in Abruzzo sono 3.012 di cui 2.049 residenti in Abruzzo e 963 da fuori regione.
Spulciando il report disponibile sul sito www.garanziagiovani.gov.it si vede però in Lazio sono a oggi 12.470, in Sicilia 15.816, in Sardegna 7.170, in Campania 18.990, in Lombardia 9.779, in Puglia 7.660, in Toscana 10.403.
L’Abruzzo è una delle ultime regioni in termini d’iscritti.
Non solo, altrove la macchina già ha cominciato a girare e ha superato il rodaggio: in Piemonte dal 20 giugno, chi si iscrive al portale www.garanziagiovanipiemonte.it può già ricevere offerte di lavoro o usufruire di strumenti informatici dedicati e avviare percorsi di auto imprenditorialità.
In Toscana il 28 aprile gli iscritti erano già oltre 7 mila. I centri per l’impiego hanno iniziato a ricevere i giovani dal 15 maggio e fino alla scorsa settimana in Toscana già ci sono svolti oltre 2.100 colloqui di orientamento. E soprattutto sono stati attivati 2.374 patti nei quali gli esperti e i giovani hanno condiviso un percorso per l’immediato futuro. Per 1.901 ragazze e ragazzi è stato inoltre definito anche il profilo, sulla base del bilancio delle competenze realizzato nel corso degli incontri.
Complessivamente sono 98.186 i giovani che si sono registrati in Italia, e 2.215 le occasioni di lavoro, per un totale di posti disponibili pari a 3.352.
Marinella Sclocco neo-assessore regionale al Sociale e la Lavoro, con il presidente Luciano D’Alfonso ha fatto il punto su Garanzia giovani nella riunione del Comitato di Sorveglianza venerdì scorso a Palazzo D’Avalos a Vasto (Chieti).
“L’Abruzzo – spiega la Sclocco – nonostante il fermo elettorale non è rimasto indietro, e questo perché a far perdere tempo, a tutti le Regioni, sono state le incertezze del Ministero. Comunque non dobbiamo sprecare un solo minuto prezioso, cercando di evitare lungaggini burocratiche”.
Il progetto in Abruzzo fu illustrato il primo maggio dall’ex assessore Paolo Gatti, ma il destino ha poi voluto che la decisiva fase preparatoria, ovvero la ripartizione delle risorse, la predisposizione dei bandi, il rodaggio della macchina regionale che dovrà gestire le risorse, che va dall’assessorato ai Centri per l’impiego, sia caduta in concomitanza con la campagna elettorale delle Regionali e poi con la vacatio dovuta al passaggio di consegne nel governo regionale.
L’Abruzzo, con altre Regioni, scarica però la responsabilità sul governo, lamentando infatti che ci sono problemi di interpretazione della norma. In particolare non è chiaro se gli studenti universitari fuori sede possano o meno accedere al progetto nella Regione nella quale studiano. Ci sarebbero poi problemi di affidabilità dei software e altri dettagli tecnici imputabili al Governo, che se non chiariti impediranno alle Regioni di procedere oltre.
La Sclocco però garantisce: “Entro metà luglio tutti i problemi saranno risolti e sarà possibile mettere a punto i bandi con i quali le aziende potranno far richiesta di apprendisti e tirocinanti, i giovani vedersi finanziata la loro idea imprenditoriale in poche settimane”.
“Con i sindacati – ha aggiunto – sono tra l’altro già d’accordo di redigere un protocollo d’intesa, atto a garantire l’attività di accoglienza e informazione e dare quindi risonanza al programma”.
Ma c’è un altro rischio all’orizzonte, quello rappresentato dalla terribile “sindrome di Penelope”, a causa della quale nelle cose nostrane della politica il successore disfa quello che il predecessore ha già fatto e così via, con unico risultato il nulla di fatto.
Spiega ad Abruzzoweb l’ex assessore Gatti: “Nella ripartizione dei fondi ho cercato di favorire soprattutto due misure, l’auto-imprenditorialità e i tirocini extra-curriculari, a cui abbiamo destinato rispettivamente 10 milioni e 8 milioni di euro. E questo perché sono le misure che più delle altre, vedi servizio civile e la formazione, garantiscono la creazione di lavori veri, e duraturi nel tempo. Consiglio alla Sclocco di mantenere questa impostazione, sarebbe un grave errore disperdere le risorse in troppi rivoli senza fare massa critica”.
La Sclocco però ha già annunciato che quanto deciso da Gatti non va più bene: “Non è metodologicamente corretto – spiega il neoassessore – decidere di ripartire le risorse prima che si sappia quali siano gli orientamenti dei giovani che hanno fatto domanda. Solo dopo, in base al reale fabbisogno, si potrà dire quanti soldi mettere in ciascuna posta”.
Esprime perplessità anche Gianni Di Cesare, segretario regionale Cgil, secoco il quale “un contratto da apprendistato porta nelle tasche di un giovane poche centinaia di euro. Se esso rappresenta solo un primo passo per un’assunzione ben venga, ma c’è il rischio che lo strumento si trasformi in un espediente per procurare alle aziende manovalanza a basso costo e usa e getta”.
La speranza di tanti giovani e delle loro famiglie è che la classe politica non perda un munito di tempo, e che la burocrazia non faccia altri irreparabili danni, in una regione dove continua a crescere il tasso di disoccupazione e un ragazzo su tre è senza lavoro.



