LONDRA – Continua la guerra di nervi tra il ct dell’Inghilterra Fabio Capello, la Federazione calcio inglese e i cinici giornali d’oltremanica.
I disastrosi mondiali in Africa del 2010 hanno lasciato il segno, perché da quando il divorziato Rooney e compagnia sono stati cacciati a pedate dalla Germania, dopo un girone eliminatorio giudicato ridicolo da tecnici e giornalisti, il Don Fabio idolatrato da tutti quelli che speravano di bissare il titolo ‘british’ del ’66 è letteralmente finito nel tritacarne mediatico.
L’ultima bagarre si è scatenata sulla promessa di imparare l’inglese in poco tempo, promessa non mantenuta, fatta da Capello al suo arrivo sulla panchina dei leoni d’Inghilterra.
Già, perché a Fabio il duro bastano cento parole per farsi capire, come spiega lui stesso, con la solita faccia tosta dell’allenatore che ha vinto ovunque abbia messo piede. “Mi hai capito? Perché questa domanda? Quante lingue parli?”, risponde a un giornalista reo di avergli chiesto come andasse con l’inglese.
Il quotidiano The Independent allora rincara la dose, ironizzando ferocemente sul fatto che il Don non sia ancora in grado di sostenere una conversazione senza l’ausilio di un traduttore, lo stesso usato da mister Roberto Mancini al Manchester City, nonostante i sei milioni di sterline, (“60mila a parola”, spara The Sun), che ogni anno finiscono sul conto dell’ex tecnico di Juve, Milan, Real Madrid e Roma.
Allora ecco una bella classifica delle 10 parole che mancano nel lessico del sergente di ferro e le dieci che invece utilizza, stilata da Mirror Sports: si va da “sorry”, per via delle scuse mai fatte a Rio Ferdinand dopo che gli è stata sfilata senza preavviso la fascia di capitano, finita sul braccio di John Terry, a “index”, il “Capello index”, che terrorizza i giocatori con i voti, alla poco educata “s..t”, perché Fabio non ama perdere e chi perde, per lui, è una vera “s..t”, a “future”, il futuro, quell’Andy Carroll, gigantesco attaccante del Liverpool, cui Capello ha consigliato vivamente di “bere di meno e giocare meglio”.



