L’AQUILA – Massimo Cialente è a metà del guado. Dieci giorni fa le sue dimissioni, tra dieci giorni la scelta definitiva.
Il 28 marzo è il giorno che potrebbe spalancare le porte all’arrivo del commissario prefettizio o al clamoroso dietro-front.
Secondo Enzo Lombardi (Pdl), a leggere bene il testo unico sugli enti locali, i venti giorni prima che le dimissioni diventino efficaci decorrono dal momento in cui ne viene informato il Consiglio comunale, cosa che ancora non è avvenuta. La prassi, però, insegna che una volta consegnate nelle mani del segretario generale parte il conto alla rovescia.
Intanto ieri il sindaco ha “occupato” simbolicamente l’ufficio che è stata la sua seconda casa fino al giorno del terremoto e ha indossato la fascia tricolore dichiarando che “forse è l’ultima volta”.
In quel “forse” c’è un timido spiraglio di apertura, ribadito nelle poche parole che ha concesso ai cronisti durante la festa dell’Unità d’Italia a piazza Palazzo: “Ritirare o meno le dimissioni dipende dalle condizioni della città, in questo momento i cittadini mi stanno chiedendo pesantemente questa cosa”.
Infatti, nonostante nelle ultimissime ore sembrano si siano affievoliti gli appelli pubblici al ripensamento, c’è chi continua, sottotraccia, a lavorare per scongiurare il commissariamento e a far tornare in sella Cialente.
E chi lo sa se le frasi sibilline del primo cittadino non siano un messaggio diretto agli “ambasciatori” che vuol dire: “insistete, cercate di convincermi a fare retromarcia, dimostratemi che avete bisogno di me”.
Se il pressing avrà i suoi effetti si saprà, però, solo tra dieci giorni: è quasi certo che la vicenda durerà fino all’ultimo minuto. E dieci giorni, per la politica, sono un tempo infinito, in cui può succedere di tutto. (red)
PEZZOPANE: ”NON E’ VERO CHE STA PER RITIRARE LE DIMISSIONI”
L’AQUILA – “Non è vero che Massimo Cialente sta ritirando le dimissioni da sindaco”.
Lo ha detto l’assessore comunale Stefania Pezzopane, rispondendo alle domande dei cronisti a margine di una conferenza stampa sulla proposta di legge popolare per la ricostruzione.
Sull’argomento si è espresso anche il parlamentare del Pd, Giovanni Lolli, che ha aggiunto che “il sindaco aspetta una chiamata dal governo”.
Quanto alla risicata maggioranza di centrosinistra in Consiglio comunale, “a mio parere – ha aggiunto Lolli – c’è nel momento in cui è stato firmato il documento di sostegno al primo cittadino”.
Documento che, però, inizialmente aveva ricevuto solo 19 firme di appoggio sulle 20 necessarie per conservare la maggioranza dei consiglieri (si arriva a 21 su 40 con il voto del sindaco).
Solo dopo lunghe trattative il consigliere democrat Vincenzo Rivera ha firmato il testo, raggiungendo quota 20.
L’ARCIVESCOVO MOLINARI: ”NON E’ TEMPO DI DIMISSIONI, MA DI MISSIONE”
L’AQUILA – ‘Come fiore di narciso’ è il nome della nuova lettera pastorale dell’arcivescovo metropolita monsignor Giuseppe Molinari, con la quale si vuole dare una speranza agli aquilani.
“È un invito principalmente rivolto ai cristiani – ha spiegato – in quanto sono consapevoli e conoscono bene la risorsa di credere a Gesù Cristo e nel suo vangelo in quanto non dobbiamo farci prendere dallo scoramento specialmente in questo periodo di post terremoto”.
Per l’arcivescovo “non è solo un fatto spirtuale, ma per i cristiani è anche una questione per distinguersi e trovare fiducia per lottare per la propria città e per il lavoro”.
L’invito è anche rivolto al sindaco dimissionario Massimo Cialente. “Capisco la sua amarezza – ha concluso Molinari – ma attualmente è tempo di missione e non di dimissioni”. (s.cas.)
LE DONNE AQUILANE: ”SINDACO, NON TE NE DEVI ANDARE”
L’AQUILA – Una lettera al sindaco Massimo Cialente che invita il primo cittadino a non andarsene. È l’iniziative di un gruppo di donne aquilane che, all’indomani delle dimissioni dell’8 marzo, hanno avviato una raccolta firme, anche attraverso Facebook.
La lettera verrà letta e consegnata lunedì prossimo alla conferenza dei capigruppo del Comune dell’Aquila.
IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA
Caro sindaco, non te ne devi andare.
Semmai devi cominciare a pretendere attenzione e sostegno per poter governare questa nostra martoriata città, senza dover mediare qualsiasi decisione con i gruppi di pressione, con i minuscoli poteri, le faccendine sporche, le lobbine, le risibili conventicole. Vogliamo una città che abbia la dignità di dire basta, basta ai giochi sporchi di chi non sa o non vuole giocare onestamente.
Le donne, che in questa città non si sono mai fermate e mai arrese, ti esortano a non confermare le tue dimissioni e dire definitivamente BASTA!!!
Basta alla inspiegabile impossibilità di chiudere un solo progetto, una sola azione.
Basta a chi appoggia i maghi delle Opcm e i commissari che passo dopo passo hanno delegittimato i poteri locali, che non ascoltano le nostre richieste, che non risolvono i nostri problemi.
E basta con l’abitudine degli aquilani di stare a guardare solo per criticare.
La città ha bisogno di pulizia, di onestà, di chiarezza.
La città ha bisogno che vengano disvelate le manovre politiche, partitiche o anche lobbistiche, deve riprendere ad andare verso il domani, senza divisioni strumentali, senza indegni personalismi.
Tutto questo non sarà possibile se te ne vai.
Noi siamo consapevoli del rischio che corriamo e non capiremmo, non lo capirebbe la città, nessun colpo di spugna.
Pretendiamo rispetto, senso di responsabilità, serietà e tenacia. Questa città non merita di non avere una possibilità di andare avanti.
Noi, le donne aquilane, ti indichiamo la strada verso una possibile soluzione, ti suggeriamo con voce alta e ferma il tema della responsabilità civile e amministrativa, della razionalità, del senso del dovere e del richiamo alla corresponsabilità agli uomini della tua squadra ed a tutti i consiglieri comunali che comincino, finalmente, ad avere statuto di amministratori dinanzi ad una polis disgregata ma sempre più attenta e partecipe del proprio futuro.
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