L’AQUILA – Passa dall’Aquila a Chieti la Commissione medica di verifica, la cui competenza territoriale a livello regionale spetterebbe per legge solo ed esclusivamente al capoluogo di regione.
Un altro duro colpo agli uffici pubblici del capoluogo, sferrato questa volta dal ministero dell’Economia, che ha ufficializzato la decisione in un decreto del 23 dicembre 2010.
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 2 febbraio 2011, il documento è forse passato inosservato a molti politici aquilani, tanto che né in Comune né in Provincia si sono registrate proteste.
Probabilmente, alle prese con i soliti litigi e con la ricostruzione sempre più difficoltosa, le istituzioni hanno sottovalutato la gravità del decreto, che priva la città di una competenza sanitaria fondamentale.
IL TESTO DEL DECRETO (pdf, 22 Kb)
La Commissione Medica di Servizio è l’organo che accerta la dipendenza da causa di servizio dell’infermità e l’idoneità al lavoro dei dipendenti pubblici. Una legge del 2010 prevede la soppressione delle commissioni provinciali, riunificando tutto presso un’unica commissione regionale.
Come si evince dalla pagina 3 del decreto, nella parte relativa alle “Disposizioni particolari per la Regione Abruzzo”, il ministero rende nota così la pesante decisione.
“In considerazione degli eventi sismici che hanno colpito il capoluogo regionale e delle condizioni logistiche dei locali della Commissione medica di Verifica dell’Aquila, le attività continuano a essere svolte anche dalla Commissione medica di verifica di Chieti, cui afferiscono quelle delle soppresse Commissioni mediche di verifica di Pescara e Teramo”.
In sintesi viene spostata la competenza regionale in materia dal capoluogo a Chieti, lasciando all’Aquila la sola competenza provinciale.
A pagina 2 si può leggere un passaggio fondamentale che giustificherebbe, sempre secondo il ministero, il passaggio di competenze.
“Considerata la necessità di dettare disposizioni transitorie per la Regione Abruzzo, attese le problematiche della sede di L’Aquila per effetto dei noti eventi sismici”.
A leggerla così il ministero dell’Economia, attraverso il decreto, farebbe alla regione il “favore” di spostare la competenza per le province di Pescara, Teramo e Chieti dal capoluogo in terra teatina.
Il governo si giustifica specificando che si tratterebbe di una situazione provvisoria e non definitiva, ma, come si può vedere nel punto 2 di pagina 3, per riportare di nuovo la competenza all’Aquila sarà necessario un “successivo decreto ministeriale di natura non regolamentare…”.
In poche parole, conoscendo la burocrazia italiana e tenendo conto dei lentissimi tempi di ripresa post-sisma, potrebbero passare anche molti anni prima di vedere un nuovo decreto ministeriale.
Nella tabella di pagina 4 salta all’occhio il fatto che in ogni regione le competenze territoriali in materia spettano per legge alle città capoluogo di regione.
Per rendere l’idea, in una regione come la Calabria, dove per ovvi motivi geografici e per numero di abitanti la città di Reggio Calabria potrebbe avanzare qualche pretesa, a nessuno è mai saltato in mente di spostare la competenza territoriale da Catanzaro. Per non parlare poi di altri esempi simili come Umbria, Sardegna, Marche, Puglia, eccetera.
Il fatto più preoccupante, però, è che nessuno fino a oggi si sia preso la briga di protestare, né a livello locale né nazionale, tanto da far passare del tutto inosservato l’ennesimo “furto” ai cittadini aquilani, che sembrano sempre di più delle pecorelle smarrite in mezzo a un branco di lupi famelici.
RISCHIANO ANCHE LE COMMISSIONI MEDICHE PER LE PATENTI
Inoltre, ad aggravare i fatti, sembrerebbe, secondo notizie ancora informali, che da parte di alcune sigle sindacali ci siano state forti spinte negli ultimi mesi per trasferire ad Avezzano e Sulmona le competenze delle Commissioni Medico Legali Patenti, che da sempre e per disposizione di legge hanno luogo nel capoluogo di provincia.
Ciò significa, a livello pratico, che per un semplice rinnovo di patente l’intera provincia aquilana dovrebbe fare riferimento ad Avezzano o a Sulmona.
In questo senso si è mosso anche il vice presidente del Consiglio regionale in quota Pd, Giovanni D’Amico, che ha scritto al manager della Asl 1 Avezzano Sulmona L’Aquila, Giancarlo Silveri, chiedendo sedi nel territorio “in considerazione della possibilità di decentrare la Commissione Medica locale”.
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