L’AQUILA – Potranno lasciare i container della Protezione civile e le case degli amici dove sono attualmente ospiti gli studenti espulsi dalla residenza universitaria per aver fumato una sigaretta all’interno dell’aula studio.

È stato infatti perfezionato l’accordo tra l’Azienda per il diritto agli studi universitari e la Struttura per la gestione dell’emergenza e da domani, mercoledì 9 marzo, i nove potranno alloggiare nell’ex caserma Campomizzi in una palazzina ancora gestita dalla Sge, dove sono ancora ospiti alcuni sfollati.

“Abbiamo perfezionato l’accordo oggi – ha spiegato il commissario straordinario dell’Azienda per il diritto agli studi universitari, Francesco D’Ascanio – gli universitari potranno completare lì l’anno accademico”.

Rimane irrisolto invece il problema relativo al recupero delle borse di studio, che gli studenti hanno perso insieme all’alloggio.

“Stiamo ancora valutando la possibilità – ha proseguito D’Ascanio – di far rientrare questi studenti nel bando per le nuove borse di studio, quando questo verrà riaperto”.

Il 15 febbraio scorso il dirigente dell’Adsu, Luca Valente, ha inviato a questi studenti fuori sede, di cui quattro provenienti da Israele, la revoca del posto letto e della borsa di studio, pari a circa 5 mila euro, cifra che comprende anche le spese per la mensa.

Dei nove studenti, otto sono stati espulsi per aver trasgredito il regolamento della residenza universitaria che vieta di fumare all’interno della stessa. Una ragazza, invece, si è resa colpevole di aver acceso un fornello nella stanza da letto, comportamento  proibito per questioni di sicurezza. (e.m.)

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