PESCARA – Il presidente del Consiglio provinciale di Pescara, Giorgio De Luca, è stato minacciato ieri dal consigliere Gianni Teodoro (Fli) di ricevere una bottigliata in testa durante la riunione dell’assise.
Lo rivela lo stesso De Luca, ricordando il battibecco che c’è stato ieri in aula tra lui e Teodoro, che ha telefonato al 112 chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine. Poco dopo a Palazzo dei marmi è arrivata la Digos.
“Quanto accaduto in Consiglio – dice De Luca – è inaudito. Mai si è verificato un episodio di tale gravità nell’aula che ospita il Consiglio e mi auguro che sceneggiate del genere non si ripetano in futuro, non solo per il rispetto che è dovuto ai singoli consiglieri ma anche nei confronti dei cittadini che rappresentiamo”.
“Nella conduzione dei lavori – spiega De Luca – mi sono attenuto scrupolosamente a ciò che prevede il Regolamento. Volendo essere comprensivo nei confronti di un consigliere provinciale che intendeva esporre in maniera prolissa il proprio pensiero, ho consentito che i tempi previsti dal Regolamento venissero abbondantemente sforati dal consigliere stesso, essendo sempre stati elastici da questo punto di vista. Evidentemente ieri la cortesia della Presidenza è stata male interpretata perché i venti minuti complessivamente a disposizione per illustrare tutti gli emendamenti alla delibera sono stati moltiplicati a dismisura e sono diventati ore”.
“Nel momento in cui ho tentato di riportare il dibattito nei limiti di tempo previsti dal Regolamento ho dovuto assistere ad una telefonata in diretta al 112 e sono stato perfino minacciato di ricevere una bottigliata in testa. Non credo che comportamenti del genere siano tollerabili, tanto più se arrivano in risposta a un atteggiamento di massima apertura nei confronti dei consiglieri”.
“Se fosse stato possibile avrei provveduto, come dispone il Regolamento, a far allontanare il consigliere dall’aula. Per il futuro – conclude De Luca – ho già dato disposizioni affinché si riveda il Regolamento”.
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